tutela per le donne vittime di violenza

Amo Colorno inserisce una figura dedicata in coordinamento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il gruppo Amo Colorno comunica un nuovo importante ingresso nel coordinamento. Monica Cresci, mamma cinquantenne si occuperà della tutela delle donne. Un tema molto caro ad Amo Colorno, che ha ritenuto essenziale dotarsi di una specifica figura in grado di sensibilizzare anche nel locale, i cittadini. Monica ha lavorato presso un’importante azienda di Torrile, ed ha da sempre svolto missione di volontariato presso la pubblica assistenza di Colorno e Parma, fino a quando otto anni fa è rimasta purtroppo vedova. Il tema della violenza sulle donne è seguito da Monica con dedizione e impegno pressochè quotidiano. Da donna, ritiene che certe violenze immonde che sfociano nell’omicidio, vadano punite con l’ergastolo, senza alcuno sconto di pena, o incapacità d’intendere e volere, e ritiene fermamente che un assassino o un aggressore di una donna, non debba essere in alcun modo detenuto in una Rems. “Ritengo fondamentale impegnarsi a diffondere l’amore verso le donne. L’amore di Dio, non quello esclusivamente fisico. L’amore visto come rispetto.” Queste le parole decise di una donna che propone a Colorno, l’apertura di una “casa famiglia per le vittime di violenza”. Una struttura in grado di ospitare ed aiutare con il supporto dei medici le donne che ad oggi hanno perso fiducia in loro stesse e che vivono nell’angoscia e nel buio. Una struttura per tutto il comprensorio della bassa est parmense, in grado anche di garantire supporto a quelle ragazze madre che hanno bambini dai 4 mesi ai 3 anni di età. Alla domanda del perché Monica ha scelto di entrare nel coordinamento del gruppo risponde: “La vicenda di Filomena Cataldi (assassinata da un mostro cinese a San Polo di Torrile), mi ha spezzato il cuore. Era una ragazza fragile ma dall’animo nobile. Non potrò mai accettarlo. Io sono donna e tale mi sento. Non riesco a concepire come un uomo possa voler prevaricare con la violenza e il sopruso. Noi donne siamo forse più sensibili e più deboli fisicamente, ma siamo dotate di grandissima forza interiore e di una capacità unica: quella di poter dare alla luce nuova vita”. “Proprio per questo motivo”, continua Monica, “noi donne siamo uniche. Voglio dire a tutte quelle donne che ad oggi stanno soffrendo, di non aver paura di denunciare. Abbiate la forza di uscire dall’orrore. Noi non vi lasceremo sole”.

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