Parma-Lazio 4-1 LE PAGELLE | Si salva Kucka, per gli altri è disastro

Lo slovacco riesce a strappare un voto positivo

Kucka e Sprocati - foto Ansa

Dal nostro inviato
ROMA - Ecco le pagelle di Lazio-Parma 4-1. 

Sepe 4,5 - Ha sulla coscienza il gol che spalanca alla Lazio la strada verso il successo, mai in discussione. Male su Marusic, con il destro in corsa che annuncia un temporale abbattutosi poi sulla difesa crociata. Il rigore di Luis Alberto gli passa sotto ma era tutt’altro che irresistibile, come la sua partita. Da dimenticare. Qualche intervento nella ripresa, a limitare i danni. 

Iacoponi 4,5– Oltre a non leggere mai il taglio di Patric che crea superiorità numerica puntualmente in area di rigore, Iacoponi si inventa anche il tocco di mano poco furbo che spinge Banti a indicare il dischetto  e – di fatto – a decretare la fine della partita anzitempo. Al 25’ il Parma era sotto già di 2 gol.

Bruno Alves 5 – La gita nella capitale dei suoi compagni lo vede lottare fino a un certo punto, poi anche lui alza bandiera bianca, costretto ad assistere inerme alla terribile avanzata di una Lazio che si impone da subito e abbassa poi il ritmo.

Gagliolo 5 – Molla anche lui dopo una ventina di minuti, quando Sepe apparecchia per la disfatta e si porta la Lazio nell’area di rigore. Ed è un autentico massacro. A tre cerca di limitare i danni, complice anche la pancia piena della Lazio.

Dimarco 5,5 – Corsa e buon piede non servono all’Olimpico. Il taglio di Marusic che apre le ferite lancinanti per il Parma gli fa male. Da lì si rimette a posto ma quando è troppo tardi, nel 3-4-3 copre e attacca (si fa per dire) quando può.

Biabiany 4,5 – Irriconoscibile, fuori tempo e senza tempra per andare a contrastare con forza la qualità di una Lazio che dal suo lato passeggia. L’unica attenuante è quella di aver giocato un tempo fuori posizione, ma non fa certo meglio quando passa a fare l’esterno del 3-4-3. Esperimento da non ripetere, il messaggio è stato chiaro.

70’ Sprocati 6 – Entra e regala qualche giocata positiva, scartando il regalo di Patric.

Rigoni 5 – Cade subito, al primo vento che precede la tempesta, Rigoni viene spazzato come un fuscello. Non si rialza più, va in apnea come i compagni.

Kucka 6 – Sembrava potesse essere la partita fisica in cui poteva esaltarsi. Pronti via strappa dai piedi dei giocatori biancocelesti un pallone che consegna a Inglese. Qualche altro contrasto buono per creare i presupposti potenziali  per un’occasione da gol. Si arrende anche lui ma alla fine. 

Siligardi 5 – Prova a cucire un po’ di gioco accorciando i reparti e muovendosi nel tridente. Non è facile farlo se nessuno ti segue. Esce senza lasciare tanta traccia di sé.

57’ Gazzola 5 – Entra per riequilibrare la squadra e mettersi sull’esterno per chiudere Lulic. Ci riesce perché la Lazio abbassa i ritmi.

Inglese 5 – Gioca a mezzo servizio e si vede quando non impatta con il tempo giusto il pallone che gli serve Siligardi. Lotta senza governare, oggi brutta giornata anche per lui.

Ceravolo 5,5 – Ha la buona volontà di provare a lottare per portarsi a casa il poco che resta.

Gervinho  5 – Le accelerate proverbiali diventano corsette. In un campo che lui conosce benissimo, dove contro la Lazio non aveva mai perso, si inchina alla forza della qualità di una squadra che mette lì il Parma e lo palleggia.

D’Aversa 5 – Si fa espellere dal quarto uomo per aver chiesto chiarimenti all’arbitro, si prende lo schiaffone e si porta a casa la speranza che il Parma non sia più questo. Troppa differenza di qualità, troppa resa facile per una squadra che ha chiuso la pratica in un tempo e poi ha deciso di non forzare la mano. Per limitare i danni passa nel secondo tempo al 3-4-3 con il quale, complice il ritmo basso dettato dalla Lazio, riesce a uscire indenne dal tornado che si era scatenato nel primo tempo. Gara sbagliata. 

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