Lo strano caso del Bari e i play off di B a rischio

Possono slittare al 1 giugno

Scoppia il caso Bari, e altro non è che l’ennesima dimostrazione di quanto ancora, purtroppo, gli ingranaggi che regolano il mondo del pallone nostrano a volte girino al contrario.

Ma andiamo con ordine, e la premessa è d’obbligo: da questa stagione, tra le varie scadenze che le società devono rispettare, c’è anche quella del 16 marzo. Entro quella data, infatti, tutti i club di Serie B dovevano dimostrare alla Co.Vi.So.C. di aver versato gli stipendi dei propri tesserati relativi alle mensilità di gennaio e febbraio. Oltre, ovviamente, ai contributi previdenziali. Ed è proprio quello dei contributi lo scoglio che il Bari, secondo le accuse della Procura Federale, non è riuscito a superare in tempo, mentre molti altri club di B riprendevano fiato per tutti i salti mortali fatti per cercare di rispettare quel limite temporale. Una novità, quella del 16 marzo, che all’epoca era stata salutata con piacere e rispetto da parte di tutti: finalmente regole chiare, che possano salvaguardare lo stato di salute dei club (che quindi devono dimostrare una volta di più di essere all’altezza delle spese necessarie per un campionato di B) e che possano soprattutto garantire la regolarità del campionato.

Peccato però che, vista l’irregolarità contestata al Bari da parte della Procura Federale, il Tribunale Federale, chiamato oggi a decidere, “ha accolto la richiesta (…) formulata dalla Procura Federale”, e ha ordinato “di acquisire agli atti del procedimento, il saldo contabile del conto corrente bancario dedicato della Società FC Bari 1908, alla data del 16 marzo 2018, facendone richiesta alla Procura della Repubblica di Bari”. Insomma, c’è la volontà di stabilire con la massima certezza se questo pagamento è stato effettuato o meno. Sulla base di questo, inspiegabilmente, il Tribunale ha dato a tutti l’arrivederci… al 1 giugno.

Con l’ingresso della nuova scadenza, viene specificato a chiare lettere che in caso di inadempienza è pronta a scattare una penalizzazione da dover scontare esclusivamente nel campionato in corso. Questo è il nodo: i punti di penalizzazione (che sono scontati, qualora ovviamente venisse accertato il mancato pagamento) non possono slittare alla prossima stagione.
Allora per quale motivo si è rinviato il tutto al 1 giugno? Una data in cui si starebbe per disputare la gara di ritorno della semifinale playoff, con alle spalle (già disputate) l’andata e soprattutto il turno preliminare? Un pasticcio che ha quasi del clamoroso: dalla quinta classificata (il Venezia con 66 punti) all’ottava (il Perugia con 60 punti) ci sono sei punti di distanza e ancora una gara da disputare. Il Bari potrebbe vincere all’ultima giornata e in caso di sconfitta dei lagunari superarli di un punto, e poi magari scoprire a playoff abbondantemente in corso che in realtà avrebbero dovuto occupare una posizione di classifica diversa, tenuto conto della penalizzazione, e dunque affrontare un avversario differente.

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Cosa succederà? Il rischio, ed è davvero molto alto, è che i playoff slittino fino a dopo l’1 giugno. Questa è la richiesta che diverse società, Venezia e Cittadella su tutte ma con l’appoggio delle altre, hanno avanzato alla Lega di Serie B, anche lei decisamente scontenta della situazione. È dunque probabile che venga inoltrata una richiesta ufficiale al Tribunale Federale: o anticipate (e di parecchio) l’udienza che dovrà prendere una decisione, oppure i playoff non inizieranno nella data prevista, con tutto quello che ne consegue. E sarebbe un nuovo, ennesimo smacco per un calcio che non riesce, davvero, a dare anche minuscoli segnali di crescita.

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