Parma, che mercato: Faggiano ok, ora tocca a Bob

Oltre a Inglese, il ds si è 'inventato' il colpo Darmian. Operazione splendida che riporta in Italia un giocatore che ha voglia di riscattarsi

Daniele Faggiano - foto parmacalcio1913.com

Il mercato del Parma si è chiuso senza colpi. Non che ne avesse particolare bisogno, la squadra di Pizzarotti e soci. Già tanti erano stati quelli esplosi nel corso delle settimane precedenti. Per la prima volta da quando è arrivato a Parma, Roberto D’Aversa ha avuto a disposizione la squadra ‘quasi pronta’ a ritiro in corso. Già a Prato allo Stelvio ha potuto contare su gente come Sepe, Grassi (che si è fermato per infortunio è ha rallentato la preparazione ma si è rimesso in pista) e Inglese (arrivato dopo un po’). L’ossatura completata da capitan Bruno Alves, attorno alla quale Daniele Faggiano ha messo tanta polpa nel corso di questi tre mesi abbondanti di trattative. Laurini (deludente nelle prime due uscite), Hernani, Brugman, Kulusevki, Karamoh (che non ha gradito le due panchine di fila) e Cornelius. Gente che senza dubbio ha innalzato la qualità della rosa, permesso a D’Aversa di avere un ventaglio di scelte più ampio e alla società di raggiungere un obiettivo che si era prefissato a inizio giugno, quando ha affidato le chiavi del progetto triennale a direttore sportivo e tecnico del miracolo affinché potessero regalare al club giocatori di proprietà.

Che da parte sua non ha mai smesso di far sentire il suo apporto in termini di vicinanza e soprattutto dal punto di vista economico. Investimenti importanti che saranno saldati negli anni prossimi, grazie alla formula molto utilizzata in Serie A del prestito con obbligo di riscatto, per costruire una squadra che possa salvarsi con anticipo rispetto all’anno scorso. Perché la salvezza è l’obiettivo dichiarato, ribadito, rimarcato. Si contano investimenti per un totale di una sessantina di milioni di euro, ai quali vanno aggiunti l’acquisto di Giuseppe Pezzella (bloccato da tempo) e il colpo, questo sì, autentico, messo a segno con Matteo Darmian, arrivato dal Manchester United e ufficializzato nell’ultimo giorno di mercato. Pezzella e Darmian in particolare sono acquisti di grande levatura. Il secondo non solo per l’eco mediatica che si trascina dietro, ma soprattutto perché assieme al primo sarebbe in grado di permettere a D’Aversa una svolta tattica e passare così dal 4-3-3 al 3-5-2 con il quale Bob aveva cominciato la sua avventura a Parma, oltre che garantire due esterni di ruolo affidabili.

E’ stato anche il mercato dei rifiuti: quello a Nasri, quello a Rolando, quello a Fabio Coentrao. Delle cessioni degli esuberi: Machin, Ceravolo, Baraye (un pezzo di storia), Gazzola, Dezi e Stulac. Frattali. E’ stato un mercato positivo, se valido lo dirà il campo. Ma sicuramente Daniele Faggiano si è speso alla grande, ha avuto intuizioni e ha costruito una squadra più forte (sulla carta) rispetto a quella che aveva messo in piedi l’anno scorso. Ha venduto, ha smaltito, speso e regalato giocatori di prim’ordine a un Parma che adesso deve solo mettere in campo la squadra migliore per vincere.

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