Parma, due esterni per un posto: ballottaggio tra Biabiany e Siligardi

Il primo è favorito sul secondo, ma occhio alla sostituzione a gara in corso

Roberto D'Aversa - foto Ansa

L’input di D’Aversa è stato chiaro. La settimana di festeggiamenti dedicati all’impresa del Parma all’Allianz sta per finire. E per chiuderla nel migliore dei modi il tecnico punta dritto all’Inter, bestia ferita e per questo ancora più pericolosa. Abbassare i toni e alzare lo scudo aiuterà i peones di D’Aversa a pensare solo ai nerazzurri, obbligati a fare risultato in una stagione anonima, l’ennesima. Il Parma, spinto ovviamente dall’entusiasmo dei 29 punti in classifica e da una bonaccia che tiene lontana la tempesta, vuole dare continuità alla sua marcia di avvicinamento verso l’obiettivo. 

L’inverno duro sta passando, ma nel mese di febbraio il Parma ha un calendario abbastanza complicato per poter fare previsioni. La grande serenità che invade gli animi dei crociati non è certo sinonimo di sicurezza, ma sintomo di grande consapevolezza dei propri mezzi per un lavoro che sta portando frutti – forse – insperati. E per mantenere questa condizione di quiete c’è bisogno di immagazzinare del fieno per alimentare le stive non sature di una nave che viaggia verso il porto sicuro della salvezza

Senza l’anima dei veterani – in settimana il Parma ha perso Baraye, Munari e Calaiò, pilastri dei successi di D’Aversa – la squadra si sta riscoprendo compatta e unita, come sempre, sotto il segno di un gruppo che lavora e sta alle direttive del suo allenatore, bravo a valorizzare ogni singolo che si mette a disposizione per il bene del collettivo. Forse è questo il vero segreto di una squadra che stupisce veramente tutti, a maggior ragione se si pensa a un anno fa, quando il Parma si apprestava a sprofondare a Empoli per poi rialzarsi, sempre con la forza del gruppo. 

Contro l’Inter tante certezze e pochi dubbi. Probabilmente la squadra uscita con un punto dall’Allianz e con una prestazione che va oltre lo stesso, sarà riconfermata in blocco. D’Aversa ha recuperato pienamente anche Luca Rigoni, ha a disposizione Kucka, un carro armato con più giri nel motore e forza nei cingoli e un Barillà in versione deluxe rinfrancato dalla zuccata che ha avviato la rimonta con i bianconeri. Probabilmente la fisicità dell’Inter metterà D’Aversa davanti a qualche ‘indecisione’ nel momento della formazione. La tecnica di Scozzarella e la sua proprietà di palleggio oppure la forza e i muscoli di Stulac? La scelta potrebbe ricadere sul fosforo di Scozza e sulla sua capacità di verticalizzazione, ma lo sloveno scalda i motori. 

Così come Siligardi che vorrebbe ben figurare contro la sua ex squadra contro la quale ha sempre perso. Il fantasista è stato uno dei migliori a Torino e ha cambiato la partita con il suo ingresso in campo. Tocca a lui contro i nerazzurri? D’Aversa ci pensa ma per contrastare il gioco laterale dell’Inter c’è bisogno di corsa e forza. Qualità facilmente reperibili nel primo.

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