Parma, una sconfitta che non fa male

Buona impressione per gli uomini di D'Aversa, nonostante la sconfitta contro i Campioni d'Italia

Dal nostro inviato 

PARMA - Alla fine ha vinto la squadra più forte. Niente impresa per il Parma, niente punti, ma qualche buona impressione condita da una condizione fisica tipica del calcio d’agosto che era stata calcolata in anticipo. Ha vinto la Juventus, con un gol di chi non ti aspetti: tra Higuain, Cristiano e Douglas Costa indovina la deviazione giusta capitan Chiellini, che mette il gambone volutamente per correggere il tiraccio di Alex Sandro dopo 21’ di partita equilibrata in cui CR7 ha fatto capire a Laurini che fisicamente non ce n’è quasi per nessuno e Inglese dall’altro lato ha sparato su Sczcesny in posizione precaria. Inglese, uno dei grandi assenti della partita, ha giocato pochi palloni, Higuain, dirimpettaio sempre in partenza,  pare si stia riprendeneo la Juventus, che resta più vicina a quella di Allegri (fisica e con molta forza) che non a quella di Sarri (il cui marchio però in alcune occasioni si cominciano a vedere). 

Fraseggi veloci pronti a mettere in difficoltà la retroguardia di D’Aversa, che si è fidato di Kulusevski dal 1’. Il baby talento non ha retto il battesimo di fuoco e dopo neanche un’ora, con il Parma sotto, ha lasciato la scena a Siligardi, mai pericoloso neanche lui. Nel gioco del ricamo che il tecnico aveva confezionato per i due mancini, nessuno è riuscito a incidere. I crociati ci hanno messo grinta, hanno ricacciato indietro le avanzate dei bianconeri fin dove hanno potuto ma hanno fatto poco davanti, malgrado nel primo tempo abbiamo trovato lo specchio più volte rispetto agli avversari. Ma hanno sparato a salve, e neanche nel secondo tempo, quando la Juventus più stanca ha concesso qualcosa, i crociati sono stati precisi. Preciso è stato il Var che al 31’ ha annullato un gol di Cristiano Ronaldo per fuorigioco millimetrico. Maresca aveva lasciato correre come ha fatto nei tanti contatti dubbi, dimenticandosi di fischiare per un’entrataccia su Gervinho al limite. Il Parma è rimasto in partita grazie a Sepe, ci ha provato con quello che aveva a disposizione, ma è apparso un po’ impallato. La testa elaborava idee ma le gambe non rispondevano sempre con puntualità e qualche tempo di gioco si è perso. Ma D’Aversa non si abbatterà di certo per una sconfitta di misura contro i campioni di Italia, a maggior ragione ora che sa che con un po’ di attenzione in più il suo Parma avrebbe potuto portare a casa qualcosa in uno stadio gremito a festa per la prima battaglia di una guerra che finirà molto tardi. 
 

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