Parma, la grande amarezza dell'illeggittima difesa

La squadra di D'Aversa ha subito 21 gol in nove partite nel girone di ritorno: due in meno rispetto a quelli che aveva subito nel girone di andata

La delusione del Parma - foto Ansa

Il Parma che è tornato da Roma non solo non ha neanche visto il Papa, ma ha perso partita e convinzioni, scoprendosi terribilmente debole e rimediando un’altra brutta sconfitta contro una squadra superiore in ogni reparto che – per stessa ammissione del tecnico – è stata aiutata a farsi più forte in campo, quando la squadra di D’Aversa ha deciso inspiegabilmente di consegnarsi alla Lazio e di non fare nulla per evitare che il tornado biancoceleste si abbattesse con troppa facilità su una squadra senza carattere, con poche idee e per giunta confuse.

Spazzate via dalla forza della qualità di una Lazio che ha imbrigliato il Parma e ci ha messo solamente 22’ per sbarazzarsene. Il tempo di testare i riflessi di Sepe, il primo ad aprire la porta al nemico, l’ultimo ad accorgersi che stava per essere preso a pallonate. L’ammissione di colpa di D’Aversa, lucido e onesto nel parlare di approccio sbagliato, è partita probabilmente dall’errore del suo portiere, non il primo in questa stagione in cui Gigi ha portato anche dei punti importanti (le parate con l’Empoli, Frosinone e Fiorentina ad esempio, sono valse tantissimo in termini di conteggio), va detto.

Sarebbe troppo facile il giorno dopo dire che nulla ha funzionato nella vacanza romana, ma il dato che preoccupa maggiormente è tutto racchiuso nel crollo verticale dell’interpretazione (e della messa in atto di alcuni principi di daversiana dottrina) della fase difensiva. Il punto di forza del Parma si è trasformato in un anello debole che rischia di far crollare l’impalcatura.

Senza catastrofismi, si intenda, il dato che balza all’occhio è preoccupante: nelle nove partite del girone di ritorno, il Parma ha subito la bellezza di 21 gol, due in meno di quelli subiti nell’intero girone d’andata (23). Nelle ultime cinque partite il Parma ha raccolto la palla in fondo al sacco per 13 volte, un po’ troppe rispetto al girone di andata contro gli stessi avversari. Contro Cagliari, Napoli, Empoli, Genoa e Lazio D’Aversa era stato capace di collezionare nove punti e incassare solo 6 gol. Tempi lontani, momenti diversi di un campionato che adesso vive il suo punto cruciale. La sosta arriva e va benedetta, per recuperare gli infortunati, qualche certezza e ricaricare le energie mentali che sembrano in riserva. Un rabbocco generale è vivamente consigliato. Staccare farà bene e – si spera – che serva per evitare questi black out.   

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