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Moda: Parma all’arrembaggio del mercato russo

Con la partecipazione a Collection Première Moscow prende quota Mier Fashion Selecter: il progetto coinvolge 6 aziende nostrane attive nel settore dell’abbigliamento femminile

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Con la partecipazione a Collection Première Moscow , la più grande fiera d’abbigliamento del mercato russo, la cui ultima edizione si è tenuta a fine febbraio, è entrato nel vivo il progetto Mier Fashion Selecter. L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Parma e cofinanziata dalla Regione Emilia Romagna, coinvolge sei imprese nostrane attive nel settore della moda femminile e associate al Consorzio Parma Couture: Maglificio Musetti, G. A. Fashion Belts, Parma Makers, Ave Caprice, Sabri e Lory e VL Collection.“In un momento in cui sul mercato nazionale, pur non mancando gli ordinativi, si fa fatica a rientrare dei propri investimenti - spiega Fabio Pietrella del Maglificio Musetti, vicepresidente del Consorzio e capofila del progetto - il mercato russo rappresenta per le nostre imprese una concreta possibilità di sviluppo; può infatti contare su un sistema di pagamento molto affidabile, secondo cui il cliente salda il 30% del proprio conto alla conferma dell’ordine e il 70% prima della spedizione”. Non si tratta, ovviamente, del Paese dei Balocchi: al di là della barriera linguistica, che certamente si fa sentire, fattori di difficoltà sono il sistema doganale e di brevettazione, ancora non del tutto efficienti; ma il problema maggiore riguarda la distribuzione, pochissimo organizzata. “Per questo – prosegue Pietrella – l’unico modo per stringere nuovi rapporti è presenziare alle fiere di settore, la più grande delle quali è il CPM. La presenza in loco, se necessario ripetuta nel tempo, è strategica anche per acquisire la fiducia dei compratori russi, con i quali paghiamo lo scotto della disonestà dimostrata da alcuni nostri predecessori”. Da qui la necessità di unire le forze in un’Associazione Temporanea d’Imprese: per le aziende di dimensioni medio-piccole, con impostazione familiare e con forte vocazione all’export, questo è spesso l’unico modo di intraprendere la strada dell’internazionalizzazione, altrimenti proibitiva. Un passo che resta coraggioso e oneroso, visto che le aziende anticipano la totalità delle spese di progetto, ma che viene reso più sicuro dal sostegno della Regione Emilia Romagna: “Caso più unico che raro, in Italia, per la capacità di sostenere concretamente le piccole medie imprese come noi” afferma Pietrella. Il progetto Mier, iniziato a luglio 2011 e destinato a concludersi il prossimo settembre, non si esaurisce con la presenza alle fiere: “Grazie al coordinamento svolto dal Consorzio Parma Couture - aggiunge Luigi Rovelli di V.L. Collection -  il progetto prevede infatti anche attività di ricerca compratori, svolta con l’ausilio di consulenti sul luogo, e un corposo lavoro sulla comunicazione, con l’obiettivo di creare un’immagine coordinata per le aziende del gruppo, da veicolare tramite strumenti come cataloghi e siti web”. “Investire tutto sul prodotto e sul giusto rapporto tra qualità/prezzo, come mediamente siamo abituati a fare noi imprenditori italiani, non è più sufficiente” conclude Pietrella. “Ora la priorità è portare l’immagine allo stesso livello del prodotto, lavorando in modo coordinato per valorizzare al massimo quel gusto “parmigiano” per la moda che ci contraddistingue”.
 
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Vivo a Parma e vorrei diventare scrittrice. Amo gli animali sin da quando ero bambina, e crescendo ho imparato che l'animalismo è una prospettiva migliore tramite cui vivere il mondo, perché insegna a rispettare ogni essere vivente. Fortemente impegnata in questo campo come volontaria E.N.P.A., vivo insieme a Totoro e Takechi, non solo conigli, ma veri e propri compagni di vita

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