Salso - 24 ore di terrore, 16enne sparisce nella notte e i genitori temono un rapimento: era scappata in Romania con il fidanzatino

Momenti di angoscia per una giovane di origine rumena, mobilitazione internazionale per scovare la casa in cui si era nascosta al confine tra Ungheria e Romania, con tanto di blitz delle teste di cuoio. Un ragazzo conosciuto su Fb la stava portando dalla sua famiglia: indagini per sottrazione consensuale di minore

Sono state circa 24 ore di terrore per una famiglia di origine rumena ma perfettamente integrata in Italia per la figlia 16enne, scomparsa la notte del 22 gennaio e ritrovata dopo un lavoro ininterrotto dei carabinieri che, attraverso testimonianze, indagini di centinaia di informazioni e di profili Facebook, sono riusciti a trovarla e a riportarla a casa. La paura è stata tanta. La trama di questa storia sembra quella di un film. Lei era scappata per amore o meglio era stata portata dal suo nuovo fidanzatino, conosciuto su Facebook, nell'abitazione della famiglia, rispettando una tradizione che non appartiene invece alla famiglia della giovane. 

E' successo tutto a Salsomaggiore, a partire dalla mezzanotte del 22 gennaio. Una ragazza di 16 anni esce di casa con un scusa, i genitori la cercano ma dopo la prima chiamata sentono voci maschili che dicono alla giovane come rispondere e si allarmano: l'ipotesi è che possa essere stata rapita da una banda di criminali del suo paese d'origine. Una task force delle forze dell'ordine, dopo ore di indagini ed approfondimenti, ha permesso di scovarla all'interno di un'abitazione ad Arad, al confine tra Romania e Ungheria. Era la casa della famiglia del fidanzatino conosciuto su Facebook: lui l'aveva portata a casa con lo scopo di sposarla, rispettando una tradizione che appartiene ancora ad alcune famiglie originarie di quelle terre. 

La mobilitazione dei carabinieri di Salsomaggiore e di quelli di Fidenza è stata decisiva per sbloccare la situazione: grazie alle indicazioni fornite alla polizia rumena gli agenti sono riusciti a localizzare l'abitazione del giovane 17enne, al confine tra Ungheria e Romania: ci sono volute le 'teste di cuoio' per entrare e prelevare la ragazza, poi trasferita in un istituto per minori. Tutto nasce in una serata che sembrava tranquilla: la ragazza, poco dopo mezzanotte, esce di casa approfittando del fatto che il padre dormiva e la madre stava bandando alla sorellina piccola.

La 16enne incontra il fratello sul pianerottolo: a lui dice che scende a fumare una sigaretta per poi risalire subito. Non è così e da quel momento i genitori cercano di contattarla: dopo una primo messaggio su WhatsApp a cui la figlia risponde rassicurandoli passano un'ora, poi due ore. Tutta la famiglia si raduna: anche gli zii arrivano nella casa di Salsomaggiore. Durante una telefonata alcune voci maschili dicono alla 16 come rispondere. Poi, ad un certo punto, due uomini prendono il telefono e comunicano ai genitori che la figlia è al Bowling, sta bene e tornerà presto a casa. Non è così e nel pieno della notte madre e padre vanno dai carabinieri ai quali raccontano tutta la storia e i timori di un rapimento.

Le indagini iniziano da subito e una cugina riferisce ai militari che la ragazza ha conosciuto un giovane 17enne su Facebook. Gli approfondimenti si concentrano sul social network: gli inquirenti cercano di capire di chi si tratta, visionando centinaia di profili Facebook di amici. I carabinieri avvertono anche il servizio di cooperazione internazionale di polizia che coordina le operazioni con l'estero: la polizia rumena, dopo aver acquisito le informazioni arriva nella casa del 17enne e cerca di entrare.

Gli occupanti si oppongono ed interviene la polizia speciale, le teste di cuoio rumene. La 16enne, ascoltata dagli agenti, dichiara di essersi allontanata volontariamente e viene messa in un istituto per minori. Nel frattempo i genitori partono da Salsomaggiore per raggiungere la figlia. Due uomini si presentano all'istituto e dicono di aver cibo e vestiti per la 16enne e di venire per conto dei genitori. Ovviamente non è vero e i genitori si allarmano: vengono scortati dalla polizia mentre una pattuglia presidia il centro per minori.

Alla fine la 16enne viene riportata a casa, a Salsomaggiore. Per le autorità rumene non c'è reato: i carabinieri stanno effettuando approfondimenti con l'ipotesi di reato di sottrazione consensuale di minore. La ragazza, che aveva un appuntamento con il suo fidanzatino 17enne, mai visto dal vivo, era partita con lui, che era in auto con il fratello, la moglie del fratello ed il cugino, in un viaggio da Salsomaggiore al confine tra Romania e Ungheria. Ma per 24 ore tutti hanno pensato ad un rapimento. 

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