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"Blue Velvet": universitari di giorno, chitarristi di notte

Mario, Francesco e Ivan, reduci da un'esibizione al CasIn Station, spiegano come sia possibile conciliare studio e passione per la musica

"Nessun grande progetto, nessuna impossibile aspirazione: soltanto una smisurata passione per il sound di una corda vibrante - si presentano con queste parole i Blue Velvet sulla pagina facebook (https://www.facebook.com/pages/Blue-Velvet/155316167861987) dedicata al trio di origini lucane che, tra le nebbie emiliane, affida alle mani della città di Parma desideri e speranze - il 2011 è l'anno dell'esordio. Tutto il resto... un punto interrogativo". Ma il 2012 ha già portato con sè il primo successo: la band si è esibita ieri sera al CasIn Station ("Station Cafè" in Piazzale Carlo Alberto dalla Chiesa), preso di recente in gestione da ragazzi universitari che organizzano serate per universitari con prezzi altrettanto universitari. Due sabati fa, infatti, c'è stato il pienone (circa 600 ingressi) alla prima festa di inaugurazione del locale come pub-birreria. Sabato 10 marzo vi sarà la seconda festa in cui le liste verranno chiuse per evitare che l'eccessivo affollamento si ripeta. Intanto Mario Caputo, studente di Economia come il cantante Ivan Agatiello, spiega: «Diciamo che la passione per la musica c'è sempre stata. Abbiamo deciso di formare questo gruppo in acustico composto da tre chitarristi. Proponiamo un repertorio molto vasto che predilige la musica italiana: Battisti, De Andrè, Carosone, Modugno e Litfiba. Non mancano alcune perle della musica rock leggera, una scaletta composta da pezzi nazional-popolari riarrangiati secondo i nostri gusti». La band, il cui nome è tratto da un film di David Linch, è composta, oltre che da Mario e Ivan, anche da Francesco D'Aquino che studia Scienze Gastronomiche. Tre studenti fuori sede originari di Montescaglioso, dunque, che fino ad ora si sono sempre esibiti nel loro paesello riscuotendo ampio successo ma che, finalmente, hanno avuto la possibilità di mostrare la loro bravura nella prima data parmigiana: «A mio parere è andata benissimo. Il locale era pieno e la gente cantava a gran voce, ci sono stati anche bis e quatris! - esclama Mario - È sicuramente possibile conciliare passione per la musica e studio, perché se la passione c'è ed è forte si trova tempo per far tutto!». 

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L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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