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Esperienze transnazionali? Le delucidazioni di Andrea Poluzzi

Per chi non ha potuto partecipare al Seminario odierno sulla Mobilità Internazionale, ecco un resoconto riassuntivo

Hanno partecipato in tanti al Seminario sulla Mobilità Internazionale, svoltosi questa mattina nell'Aula K3 di Via d'Azeglio. Promosso da Er-Go e curato da Andrea Poluzzi (EUROPE DIRECT - Carrefour europeo Emilia), il quale ha trattato un argomento molto caro a noi universitari e laureandi/laureati d'oggi: il desiderio di fare esperienze transnazionali, che ormai è divenuto necessità. Chi, come me, ha partecipato all'incontro, cova sicuramente la voglia di migliorarsi in una determinata lingua o semplicemente di ampliare il proprio panorama culturale affacciandosi fuori dall'Italia per un po', magari sperando di coltivare opportunità lavorative o di studio stimolanti.

In pochi, nell'aula, hanno alzato la mano quando ci è stato chiesto "Chi ha già fatto l'Erasmus?" (considerando che sia il più comunemente conosciuto). In molti, invece, hanno fatto domande sull'Erasmus Placement (nell'ambito del progetto Lifelong Learning Programme) che, a quanto pare, desta curiosità e interesse grazie alla sua promozione di stage presso imprese o centri di formazione e di ricerca in uno dei Paesi Europei partecipanti al Programma.

Dopo alcune riflessioni sul concetto di globalizzazione e sulle dinamiche di mercato del lavoro europeo, passando dal Trattato di Lisbona (che ancora non ha raggiunto i suoi obiettivi) al principio della Sussidiarietà, Poluzzi ha tenuto a precisare che attualmente la mobilità transnazionale risente di molti problemi, basti pensare alle difficoltà che vi sono per i riconoscimenti delle qualifiche/titoli di studio. Un esempio illuminante è stato quello dei noti e ricorrenti "corsi riconosciuti a livello europeo": «Tutte balle!», ha esclamato Poluzzi, precisando che l'unico corso attualmente (e realmente!) riconosciuto è solo quello per la patente europea del computer. «Lo so, è un paradosso», avverte. Le speranze, per una possibile convergenza futura dei sistemi formativi e scolastici europei, sono attualmente riposte nel Processo di Bologna del 1999 e in quello di Copenhagen del 2002.

Tra l'elenco dei "nuovi" sistemi di riconoscimento, sono stati citati: l'European Credits Transfer System (di cui fa parte il Progetto Erasmus), l'Europass portfolio (di cui fanno parte l'Europass Cv, Language Passport, Certificate Supplement, Diploma Supplement e Mobility), l'European Qualification Framework (di cui fa parte il Learning Outcomes) e lo Youthpass. Da quest'anno, però, gli strumenti Europass portfolio possono essere inseriti nel nuovo Passaporto Europeo delle Competenze (online). 

Il progetto Youth on the Move, invece, sostiene che tutti i giovani entro i 25 anni, entro il 2020, dovrebbero avere realizzato un'esperienza di studio/tirocinio/volontariato all'estero! Tra gli altri strumenti attivati dall'UE per sostenere la mobilità giovanile sono stati citati l'Erasmus Mundus (che abbraccia Cooperazione e Mobilità nel Mondo e master europei di alto livello) e il Progetto Leonardo Da Vinci (relativo ai tirocini post-laurea). A tal proposito, è poi emerso che anche lo Sport inizia ad essere riconosciuto tra le competenze europee transnazonali!

Riguardo le correnti voci relative alla debellazione del Progetto Erasmus per mancanza di fondi, Poluzzi assicura che in realtà i fondi ci sono«I soldi la Comunità Europea li aveva! Ma alcuni Paesi non facevano il "bonifico"...».

L'agenzia che si occupa delle selezioni è l'EPSO (presente in Italia a Parma e a Torino). Ma, per saperne di più sulle tipologie di contratto e non solo, ecco qui alcuni link utili suggeriti durante il seminario odierno: https://ec.europa.eu/euraxess/ (Researchers in Motion web-site); https://ec.europa.eu/ploteus/ (Portal on Learning Opportunities throughout the European Space); https://europlacement.com/ (Information about Internships for students); https://www.studyportals.eu/ (Information about studies and trainings in Europe); https://europass.cedefop.europa.eu/it/home (Portale del Cedefop sulle competenze); https://europass.isfol.it/ (Portale italiano di Europass); https://ec.europa.eu/eures/home.jsp?lang=it (Portale della Commissione europea per il lavoro); https://eurobrussels.com/ (Sito di raccolta offerte di lavoro/tirocinio in Europa); https://ec.europa.eu/education/study-in-europe/ (Portale della Commissione europea per lo Studio all’estero); https://www.eurocultura.it/ (Sito di raccolta informazioni sulla mobilità transnazionale).

   

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L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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