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Scrivere la tesi durante l'estate: faticoso più di un esame oppure no?

È possibile conciliare tra vacanze e tesi? Due laureande della sessione di settembre rispondono

«Pensavo che l’estate del terzo anno di università sarebbe stata un’estate rilassante e che avrei passato la maggior parte del tempo con i miei amici, "tanto - pensavo - ho finito tutti gli esami della triennale...", invece no! È stata la più dura di tutte». Esordisce così Laura (22 anni), studentessa fuori sede di Scienze dell'Architettura, esprimendo un parere sulla sessione di laurea autunnale e, di conseguenza, sull'estate trascorsa tra tesi e cenni di vacanze. Si tratta di cenni proprio perchè le sue vacanze sono iniziate  il 18 luglio, poco dopo aver registrato il laboratorio di restauro, ovvero "l'ultimo scoglio": «Ero consapevole del fatto che le vacanze non sarebbero state come quelle che si fanno al liceo, ma credevo che scrivere la tesi durante il mese di agosto non sarebbe stato traumatico... mi sbagliavo! Mi sono concessa qualche giorno di relax, ma l’ansia ha cominciato ad attanagliarmi. Lo spirito vacanziero, fatto di rientri a casa all’alba e levate all’ora di pranzo, non riusciva ad impossessarsi di me. La paura di non farcela mi ha costretta ad iniziare a scrivere subito qualcosa. A ferragosto la mia tesi era a metà e mi sono resa conto che preparare un esame sarebbe stato meglio». Facendo il confronto con gli anni precedenti, Laura ha infatti considerato che per la sessione di settembre ha sempre iniziato a studiare verso il 20-25 agosto circa, ottenendo dei buoni risultati e soprattutto godendosi ben 30 giorni di relax senza ansie. Dunque è peggio preparare la tesi rispetto ad un esame? Laura ritiene che sia 100 volte meglio preparare un esame che non la tesi: «In fin dei conti - aggiunge - un esame si può sempre ripetere ma perdersi la sessione di laurea perchè non si è finita la tesi è davvero scocciante!». Da queste parole sembrerebbe emergere che tesi ed estate non siano compatibili "soprattutto se la sessione è nel mese di settembre - ha concluso Laura - e coincide anche con il classico trasloco settembrino dello studente medio, con chiusura di biblioteche o relatori ancora in vacanza". Il pensiero di Laura è condiviso, a quanto pare, da molti altri studenti. Anche Valentina (21 anni), studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale all'Università di Parma, infatti afferma: «Scrivere la tesi è molto più faticoso dello studiare per un esame, perché richiede una continua ricerca di informazioni, mentre solitamente per un esame hai già il materiale bell'e pronto. Di conseguenza serve anche molto più tempo e se, come me, desideri farti una settimana al mare con gli amici, devi farti in quattro per rispettare i tempi di consegna stringenti. Diciamo che, se ci si sa organizzare, si riesce a conciliare tra vacanze e tesi, anche se bisogna sacrificare molte uscite... il risultato però ripaga ampiamente!»

L'università di Federica

Studentessa di Scienze della Comunicazione scritta e ipertestuale. Vivo a Parma da tre anni, quindi fuori sede, originaria della provincia di Bari. Ho lasciato il mio paesino fatto di trulli e ulivi dall'età di diciotto anni: valigia alla mano colma di tante aspettative per intraprendere l'avventura universitaria in una città tutta nuova per me, ma che ormai mi vede crescere semestre dopo semestre e che sento sempre più mia. Quella sensazione nota ai fuori sede, di sentirsi un po' a metà fra due realtà, ormai mi appartiene: mi manca il mio paese quando son qui e quando sono nel mio paese mi manca Parma, con tutto quello che di bello mi regala anno dopo anno. Indipendenza, responsabilità, libertà… e poi ci sono gli amici, i compagni di studentato e di facoltà! Insomma, la mia valigia ha fatto spazio a tante esperienze e consapevolezze nuove.

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