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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Cerve Spa: storico accordo tra azienda e sindacati

Costituzione, formazione, salario, diritti, industria 4.0: ecco tutte le novità per i lavoratori

Un lungo applauso ha sancito l’approvazione dell’ipotesi di piattaforma della Cerve Spa dopo quasi due giorni di assemblee con i lavoratori ed una trattativa con la controparte aziendale che durava da più di sette mesi, con l’ultimo incontro, quello decisivo, di oltre 14 ore presso l’Unione Industriali di Parma.

Tra le sigle sindacali di FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, USB Lavoro Privato, UILTEC UIL e le RSU Aziendali c’è soddisfazione, tanta, non solo perché si è risusciti in un momento storico difficile a firmare un rinnovo del contratto aziendale che aumenta in maniera considerevole il salario consolidato dei lavoratori, ma anche e soprattutto perché tra le parti sociali c’è la consapevolezza di aver scritto un piccolo ed importante pezzo di storia in termini di contrattazione aziendale.

Un accordo che guarda al futuro, con le intese sulla transizione 4.0, con un concetto chiaro e lineare rispetto all'idea che all’aumentare dell’automazione debbano seguire percorsi formativi degli addetti affinché all’innovazione segua di pari passo la professionalizzazione dei lavoratori, senza che il “progresso” - così prevede espressamente l’accordo - intacchi i livelli occupazionali.

Il principio, forte ma non scontato, è che esiste un futuro con i lavoratori che governano i cambiamenti, non un cambiamento che governa i lavoratori. Soddisfazione, inoltre, per le intese contro le molestie e le violenze sui luoghi di lavoro, infatti all’interno del nuovo contratto Cerve Spa un intero capitolo prova a mettere in campo un reale contrasto a comportamenti lesivi nei confronti dei lavoratori, che riguardino l'orientamento sessuale, religioso, o altro, recependo le più recenti normative nazionali ed europee in termini di contrasto alla violenza, nonché una salvaguardia e una tutela rivolta a tutti quei dipendenti che denunciano una violenza.

“Un accordo unico nel suo genere e molto concreto”, commentano i sindacati provinciali firmatari dell’ipotesi d’accordo, un tassello in più alla lotta ed al contrasto delle violenze e molestie sui luoghi di lavoro. Si è affrontato il tema dello smart working nella sua forma più tutelativa, che va a migliorare quanto siglato a livello governativo in materia di lavoro da remoto. Volontarietà, sicurezza, diritto alla disconnessione e nessun costo aggiuntivo a carico del lavoratore, oltre all'applicazione di tutte le tutele e i contributi economici previsti dal contratto nazionale e aziendale, compresi i buoni pasto, garantendo gli stessi diritti di chi lavora in presenza a chi lavora da casa.

“Abbiamo introdotto l’orario flessibile in ingresso e in uscita non solo per gli impiegati ma anche per tutti i lavoratori con orario giornaliero, meccanici e manutentori, compresi”, sottolineano le RSU, evidenziando una nuova concezione dell’orario di lavoro che guarda sì alle attività produttive ma anche e sopratutto alla persone e alle loro esigenze extralavorative.
Un accordo molto ricco, lo si è detto più volte durante l’assemblea, che guarda oltre che alla formazione professionale anche a quella extra professionale, con l’istituzione di corsi sulla Costituzione Italiana, nell’idea condivisa tra proprietà e parti sociali che un settore produttivo forte si regge su solide basi culturali e sull’accrescimento dell’individuo nella sua complessità, partendo dunque dalla storia del nostro paese e dalla sua carta fondativa.

Si è poi superato il comporto per tutti quei lavoratori affetti da patologie oncologiche e cronico -degenerative, perché nella battaglia per la guarigione la certezza del posto di lavoro può offrire un punto fermo sostanziale. Sulla parte economica infine, altro elemento di grande valore, si è consolidato il salario attraverso l’istituzione di una mensilità in aggiunta, modificando quanto definito nel CCNL vetro sotto la voce “Premio Speciale”, si sono portati i ticket elettronici alla massima cifra detassabile ed inoltre si sono mantenuti tutti i premi variabili già derivanti dalla precedente contrattazione aziendale.

“Riconosciamo alla proprietà e ai suoi rappresentanti la volontà di ascoltarci, in un confronto duro ma sempre molto trasparente, volto a migliore il clima aziendale nella volontà di riconoscere l’impegno dei propri dipendenti”, ne sono convinte FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, USB Lavoro Privato, UILTEC UIL. Quattro sigle sindacali differenti, ognuna con la propria indentità ma nella volontà di convergere insieme per il bene dei lavoratori è stata l’arma in più di questa trattativa.

Ne sono convinti Davide Doninotti (FILCTEM), Germano Giraud (FEMCA), Vincenzo Guerrieri (USB) e Sarah Leonelli (UILTEC).
Un grazie infine va oltre che ai lavoratori di Cerve Spa, che hanno saputo sotenere i propri colleghi e rappresentanti sindacali durante il confronto con l’azienda, e alle RSU Silvia Lanzi, Oksana Vonitova, Emanulea Cacciamani, Marzia Marconetto, Silvio Chiastra, Paolo Taccagni, Francesco Ferrari, Luca Misuracchi e Tiziano Luzzi, i nove delegati che, con la loro determinazione, hanno dato vita ad una nuova e storica  fase per tutti  i quattrocento e più  lavoratori di Cerve Spa.

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