Parmalat: il Tribunale chiede la sostituzione di un consigliere

Il Tribunale civile di Parma ha respinto la richiesta di nomina di un amministratore giudiziario per Parmalat e quindi il Cda non sarà azzerato, come chiesto dalla Procura circa un mese fa

Il Tribunale di Parma ha chiesto la sostituzione del consigliere di Parmalat, Marco Reboa, per la sua condotta nell'ambito dell'operazione Lag e ha condannato lo stesso Reboa, il consigliere, Antonio Sala, e i componenti del vecchio collegio sindacale (Maria Stella Ritcher, Alfredo Malguzzi e Roberto Cravero) a pagare le spese sostenute dal curatore speciale di Parmalat, Alberto Guiotto, e quelle sostenute dal Commissario ad acta, Angelo Manaresi. Lo si legge nel decreto emesso dal Tribunale Civile, che ha respinto la richiesta della Procura di revocare il Cda. Reboa è stato presidente del comitato parti correlate durante la negoziazione per l'acquisto di Lag da Lactalis.​

"Il tribunale civile ha depositato un decreto suicida in relazione al procedimento di controllo giudiziario avviato sul Cda Parmalat''. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia commentando il tenore del decreto che chiude la procedura di controllo giudiziario con la revoca del solo consigliere d'amministrazione Marco Reboa. ''In giurisprudenza si definisce suicida il provvedimento sia esso decreto o sentenza che nel dispositivo contraddice le motivazioni'', ha spiegato il procuratore Laguardia. ''Noi presenteremo opposizione - ha continuato - perchè nelle circa 30 pagine del decreto almeno 25 passano in rassegna comportamenti illegittimi posti in essere dagli amministratori Parmalat''. La Procura aveva presentato, lo scorso settembre, una richiesta di revoca per tutto il Cda del gruppo di Collecchio chiedendo inoltre la nomina di un amministratore giudiziario che provvedesse agli atti necessari all'annullamento del contratto cessione delle società di Lactalis in nord America nei confronti di Parmalat. La procura ha 10 giorni di tempo per presentare reclamo contro il provvedimento del Tribunale.

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Il Tribunale civile di Parma ha respinto la richiesta di nomina di un amministratore giudiziario per Parmalat e quindi il Cda non sarà azzerato, come chiesto dalla Procura. Il decreto è stato depositato ieri al termine del procedimento di controllo giudiziario avviato su denuncia di azionisti di minoranza del gruppo di Collecchio. Gli azionisti ipotizzavano in capo ai consiglieri di maggioranza attività contrarie agli interessi aziendali nell'acquisizione di LAG (le società americane della francese Lactalis). Non sono note le ragioni che hanno spinto il Tribunale civile a respingere la richiesta presentata circa un mese fa dalla Procura.

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