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Italtom: “Saremo il primo gruppo italiano nel nome di innovazione e qualità”

Italtom si presenta a Ferrara: prevista una produzione di pomodoro di oltre mezzo milione di tonnellate. Il gruppo, formato da Steriltom ed Emiliana Conserve le società che hanno affittato Ferrara Food, spiega il rilancio dello stabilimento di Argenta. “Fondamentale il rapporto con gli agricoltori, a cui il pomodoro sarà pagato di più con 82 euro/ton”. Per la prima campagna prevista la lavorazione di 90mila tonnellate

Con oltre mezzo milione di tonnellate di pomodoro lavorato, il 25% della produzione del Nord, sarà il primo gruppo italiano di trasformazione. Una produzione tutta nel nome del pomodoro italiano, dell’innovazione e della qualità. Si è presentata così Italtom, oggi 5 aprile ad Argenta, la nuova società che ha affittato (dopo il fallimento) Ferrara Food. Una rinascita che non sarà solo industriale, ma che coinvolgerà il territorio, l’occupazione, gli agricoltori e le istituzioni.

A presentare il progetto industriale, che ha già visto investimenti per 4 milioni di euro, sono stati Dario Squeri e Gian Mario Bosoni, rispettivamente ad di Steriltom ed Emiliana Conserve, le due società piacentine (aderenti a Confapi Industria Emilia Romagna, presente con Gabriele Zanelli) che hanno dato vita a Italtom e che trasformano oltre 200mila tonnellate di pomodoro l'una.

“Con Italtom completiamo la gamma anche per il prodotto industriale di prima trasformazione - ha spiegato Squeri - per essere competitivi sui mercati mondiali, e contrastare i giganti del settore come Cina e Spagna, che richiedono aggregazioni di imprese e grandi produzioni. Basilare sarà l’innovazione di prodotto con polpe, fusti, bag in box, che realizzeremo con tre nuove linee di produzione. Abbandoneremo, invece, il concentrato”. Per questa prima campagna “la produzione stimata - afferma Bosoni - sarà di 90mila tonnellate, la metà del potenziale dello stabilimento. Per il prossimo anno è nostra intenzione, se acquisiremo l’azienda, raggiungere la massima potenzialità anche introducendo la lavorazione di prodotti bio”.

Squeri ha sottolineato l’importanza del rapporto con gli agricoltori: “Questo è un territorio vocato alla produzione di pomodoro, con una grande prospettiva di crescita, che svilupperemo con loro, con le OP e i sindacati. Un segnale importante agli agricoltori ferraresi è dato dal prezzo contrattato che è superiore a quello stabilito dalla OI del Nord e cioè 82 euro la tonnellata invece di 79,75. E le OP hanno già avuto la garanzia che questo prezzo sarà pagato”. Bosoni ha, infine, ricordato come sia stato riassunto il personale dopo il fallimento e che la prossima campagna vedrà 110 lavoratori stagionali del territorio
 

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