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Banca di Parma, l’apertura è prevista entro la fine di ottobre

Tutte le fasi di sturt up sono state illustrate da Alfredo Alessandrini (presidente) e Pier Luigi Casa (vicepresidente)

Banca di Parma Credito Cooperativo aprirà la propria sede e la propria prima filiale entro il prossimo ottobre. È quanto emerso dalle parole di Alfredo Alessandrini, presidente di Banca di Parma – Credito Cooperativo, durante la conferenza stampa di mercoledì 27 maggio. «Lo scorso 31 marzo Banca d’Italia ci ha autorizzato all'esercizio dell'attività bancaria, un traguardo fondamentale nel nostro progetto, che ha coronato anni d’intenso impegno di tanti volontari, soci, stakeholder, associazioni, istituzioni che ci hanno aiutato e sostenuto con grande fiducia - ha esordito Alfredo Alessandrini - presidente di Banca di Parma – Credito Cooperativo -. Altre tappe, però, ci attendono, verso il traguardo finale che posso dire avverrà, in modo indicativo, entro il prossimo ottobre. Una data molto vicina, se consideriamo la mole di attività necessarie per aprire la banca».

La Banca ha chiesto l’autorizzazione a Banca d’Italia con 5.000.000 euro di capitale sociale e 1211 soci. Nel rush finale ha saputo rispondere alle ultime richieste dell’organo di vigilanza andando addirittura oltre e, alla fine dell’operazione dell’aumento di capitale, la compagine sociale sarà di 1638 soci e 6.543.800 euro. L’obiettivo ulteriore è di raggiungere i 2.295 soci e 7,5 milioni di euro nei tre anni, così come è previsto nel piano industriale. A oggi il capitale versato da 1293 soci e di 5.715.300 euro. Dall’analisi dell'elenco della compagine sociale emerge un panorama in cui sono rappresentate tutte le componenti della comunità del comune capoluogo e degli altri 16 che costituiscono la zona di competenza.

Intanto dal 31 marzo già molte attività sono state compiute: la Banca è iscritta nel registro delle imprese alla Camera di Commercio di Parma, ha chiesto l'iscrizione all'Albo delle Banche, il Consiglio di amministrazione ha approvato i contratti con i dipendenti, è stata definita la programmazione dei lavori della sede. Proprio sull’operatività che porterà all’apertura, Pier Luigi Casa, vicepresidente di Banca di Parma, ha spiegato che si tratta di un grande lavoro perché ciò che sta per aprire non è solo una semplice filiale, bensì «una nuova banca nella sua complessità di governance, di regole, di funzioni dei diversi attori, rappresentati dal consiglio di amministrazione, dal collegio sindacale, dal collegio dei probiviri, dalla direzione generale, dalle funzioni di prima fascia, di rete e così via. È un processo molto complesso che deve essere svolto nel più completo rispetto delle disposizioni che ci ha dato Banca d'Italia, con la quale siamo chiamati periodicamente a confrontarci. Abbiamo predisposto il piano di start up identificando i referenti dei sette cantieri di lavoro previsti: giuridico, personale, logistica e sicurezza, processi, delibere, comunicazione, commerciale». 

Recentemente il cda ha approvato il piano di assunzione delle dodici persone inizialmente previste dal piano industriale che faranno ingresso in azienda nel periodo compreso fra il 1° giugno e il 1° ottobre 2015, in concomitanza allo stato di avanzamento della nuova sede il cui progetto è stato affidato all'architetto Aldo Cozzi, con direzione dei lavori dell'ingegnere Marco Montani. L'impresa costruttrice è Galloni & Marella. Il prossimo importante appuntamento sarà l'Assemblea dei soci, prevista per il 4 luglio e, nell’occasione, sarà offerto ai soci un concerto lirico sinfonico in onore a Giuseppe Verdi e alla città dal titolo tenuto da allievi e docenti del Conservatorio di Parma Arrigo Boito. «Ci auguriamo una partecipazione corale della compagine sociale – ha concluso Casa». 

È stata ribadita con forza la convinzione che l'idea di far nascere a Parma una banca di credito cooperativo conservi la sua validità. Anzi, in un momento in cui le prospettive di uscita dalla crisi si fanno più sicure, avere una banca del territorio è importante, è stato spiegato durante la conferenza stampa. Ormai è chiaro che le famiglie e le piccole realtà economiche del territorio trovano la giusta attenzione in una banca vocata alla territorialità. «Noi vogliamo rimanere fedeli alle nostre idee originali: saremo sempre la Banca di Parma, non usciremo mai dalla nostra Quella attuale è comunque una fase di grande cambiamento per le banche popolari e le BCC, presidente e vicepresidente hanno spiegato di seguire attentamente il dibatto che si sta sviluppando attorno al progetto di autoriforma delle Bcc: «La materia è ancora da definire: siamo certi che i principi della mutualità prevalente, del principio una testa un voto e dell'autonomia saranno riaffermati».

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