Collecchio, Cedacri: la crisi non c'è, ma per risparmiare si va in Moldavia

Tensioni tra le organizzazioni sindacali e i vertici dell'azienda sul mancato accordo che avrebbe previsto il passaggio di attività da C-Global a Bassilichi. La Cedacri attribuisce la responsabilità ai sindacati

Le drammatiche vicende che stanno investendo i dipendenti della C-Global, azienda del gruppo Cedacri di Collecchio, ormai da 9 mesi a questa  parte, hanno registrato oggi un altro spiacevole episodio. A Firenze, infatti, si è svolto l’incontro tra l’azienda e i sindacati. All’ordine del giorno la possibilità di dar corso a un accordo per il quale i 74 dipendenti di C-Global, ma anche quelli occupati nell’indotto, avrebbero finalmente trovato una soluzione alla loro vicenda.

L’accordo avrebbe previsto entro la data del 15 maggio p.v.,il passaggio di attività da C-Global a Bassilichi S.p.A.. Tale percorso, secondo le ipotesi presentate, doveva realizzarsi per i dipendenti di C-Global di Pisa e di Firenze con il mantenimento dell’attività lavorativa e dell’occupazione nell’ambito della regione Toscana. Per quanto riguarda l’indotto, mantenendo le lavorazioni in atto e con l’impiego dei lavoratori presso le aziende in regola con il pagamento degli stipendi e degli oneri contrattuali. Il tavolo di confronto, tra azienda e sindacati, aveva anche avuto il benestare della Regione Toscana che, insieme alle altre istituzioni locali, si era infatti profusa per la ricerca di una soluzione definitiva rendendosi disponibile anche a verificare in seguito la continuità del percorso.

Nella nota di Fabi - Fiba-Cisl - Fisac Cgil – Fisascat Cisl – Filcams Cgil - Uilca - UilTucs, si legge che "i dirigenti del gruppo Cedacri, dr. Giorgio Guerreschi e dr. Paolo D’Arrico, invece si sono presentati all’incontro con una posizione di chiusura netta. Nonostante la disponibilità al confronto espressa dalle organizzazioni sindacali, i rappresentanti dell’azienda si sono rifiutati di presentare una proposta ed hanno abbandonato il tavolo negoziale dichiarando di ritenersi liberi da qualsiasi impegno. I sindacati hanno allora sollecitato l’azienda a fornire le motivazioni di un tale inspiegabile rifiuto ribadendo la disponibilità ad affrontare il negoziato; l’azienda, dopo una breve sospensiva, ha ribadito la propria posizione senza fornire alcuna spiegazione.

Un atteggiamento che le Organizzazioni Sindacali hanno giudicato irresponsabile. Si tratta di una vicenda paradigmatica e di enorme gravità; infatti Cedacri è un Gruppo del settore Credito che non solo non si trova in uno stato di crisi, ma, anzi, che produce utili consistenti, e che, per ridurre in modo esasperato i costi - in particolare quelli del personale - al fine di incrementare i propri profitti, progetta il progressivo spostamento di attività verso la società controllata Cedacri International con sede a Chisinau in Moldavia, presso cui sta concentrando consistenti investimenti sia di tipo immobiliare che attraverso la selezione di personale da assumere in loco; per contro sta progettando contrazione di investimenti in Italia, fino alla chiusura di unità produttive nazionali.

Con ciò mettendo in seria discussione l’occupazione nel territorio nazionale (dipendenti delle Aziende e relativo indotto) e la corretta applicazione dei Contratti collettivi di lavoro dei settori di riferimento, degli accordi aziendali e finanche delle normative di legge. Tutto ciò con il rischio di provocare danni irreparabili al tessuto economico e sociale dei territori locali, con ricadute pesanti sui lavoratori, ma anche con la conseguenza di peggiorare la qualità del servizio per utenti e consumatori, fino a mettere a rischio la privacy per i clienti/utenti di Banche e società finanziarie (che svolgono anche attività di interesse pubblico per gli enti locali)".

Cosa farete ora? Risponde il sindacato Fabi: "Intanto abbiamo provveduto a scrivere a tutti i consiglieri di amministrazione circa l’intollerabile atteggiamento dei dirigenti Cedacri. La proprietà del gruppo è costituita da 25 banche che devono essere informate del fatto che i sindacati si sono dimostrati aperti al confronto con l’intenzione di trovare una soluzione condivisa. Mentre i dirigenti no. Di seguito partiranno le agitazioni in tutte le aziende del gruppo Cedacri su tutto il territorio nazionale. Perché questa retromarcia da parte delle Aziende? E’ certamente un fulmine a ciel sereno,
riprende la Fisac-Cgil, perché nel precedente incontro le aziende avevano manifestato la propria volontà alla trattativa e alla individuazione di una soluzione concordata tale da fornire tutte le necessarie garanzie ai lavoratori; tutto ciò se lo sono rimangiato dopo appena 5 giorni".

LA RISPOSTA DELL'AZIENDA
Pubblichiamo una nota del Gruppo Cedacri in relazione alla vicenda. L'azienda precisa che:
•    C-Global SpA e Bassilichi SpA, e la regione Toscana, alla presenza delle rappresentanze sindacali,  hanno individuato una soluzione che garantisce la salvaguardia di tutti i posti di lavoro delle sedi di Pisa e Firenze, senza intaccare i livelli retributivi, attraverso l’assunzione da parte di Bassilichi SpA dei dipendenti delle sedi di Pisa e Firenze di C-Global ed il contestuale affidamento alla stessa Bassilichi SpA di commesse per l’esecuzione di specifiche lavorazioni da parte di C-Global
•    Le rappresentanze sindacali hanno successivamente subordinato la conclusione di tale accordo ad ulteriori condizioni e rivendicazioni che nulla hanno a che vedere con la situazione delle sedi di Pisa e Firenze e che sono peraltro inaccettabili da parte di C-Global
•    In tale contesto, C-Global si rammarica e si sorprende dell’atteggiamento di talune rappresentanze sindacali, le cui scelte hanno compromesso la favorevole conclusione di una vicenda iniziata da oltre un anno e che avrebbe potuto concludersi con soddisfacimento di tutte le parti in causa.
•    C-Global era ed è pronta a dare seguito all’accordo con Bassilichi avendo già accettato tutte le condizioni richieste nell’ambito degli incontri svolti anche in ambito istituzionale.


 

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