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Parmalat, sede

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Crac Parmalat, tribunale condanna Unicredit a risarcire due coltivatori

La decisione ha ribaltato il primo grado in base all'art. 47 della Costituzione sulla tutela del risparmio: il risarcimento è di 190mila euro. Intanto lunedì 23 ci sarà la sentenza di II grado sul crac

La corte di appello di Torino ha condannato Unicredit Private Banking a risarcire due coltivatori che, dietro consiglio degli impiegati della Banca, avevano comprato 260.000 euro di obbligazioni Parmalat. La sentenza ha ribaltato la decisione di primo grado grazie all'intervento d'ufficio del procuratore generale Fulvio Rossi che in base all'art.47 della Costituzione sulla tutela del risparmio ha rilevato l'esistenza di un interesse pubblico. Lo rende noto il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti.
La Corte d'Appello ha condannato la banca a risarcire il danno degli investitori, quantificato in euro 190.000 (oltre interessi e rivalutazioni), statuendo il mantenimento della proprietà dei titoli in capo ai risparmiatori i quali ovviamente, hanno un valore residuo pari a circa il 25% del nominale, offrendo cosi agli attori l'integrale recuperato delle somme investite.

CRAC PARMALAT: LUNEDI' 23 APRILE LA SENTENZA D'APPELLO
I giudici della Corte di appello di Bologna, chiamati a giudicare in secondo grado sul crac da 14,5 miliardi di euro della Parmalat di Calisto Tanzi, usciranno dalla camera di consiglio lunedì. La lettura della sentenza è annunciata per le 10. Il presidente Francesco Maddalo nella scorsa udienza aveva anche già disposto per il giorno della sentenza l'accompagnamento di Calisto Tanzi, fatta salva la sua volontà di rinunciare ad essere presente, viste le sue condizioni di salute precarie. Per uno dei suoi legali, avv.Fabio Belloni, è "improbabile" che Tanzi sia presente. L'ex patron dell'azienda di Collecchio, detenuto dopo che la condanna inflitta a Milano è diventata definitiva, è ricoverato detenuto nell'ospedale di Parma. La decisione del tribunale di Sorveglianza sulla richiesta di scarcerazione o detenzione domiciliare avanzata dai suoi legali è attesa per il 15 maggio. Per l'ex cavaliere del lavoro il pg Alberto Candi ha chiesto un leggero aumento di pena, dai 18 anni del primo grado a 18 anni e tre mesi. Riduzione di quattro anni, da 14 a 10, invece, per Fausto Tonna, ex direttore finanziario Parmalat. Richiesta di pene confermate, o ritoccate di qualche mese, per gli altri 13 imputati.

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