Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

No allo sblocco dei licenziamenti, no al nuovo codice degli appalti: Usb proclama 8 ore di sciopero

Sarà articolato a livello provinciale a partire dalla prossima settimana

USB Lavoro Privato ha deciso otto ore di sciopero nazionale, articolato a livello provinciale a partire dalla prossima settimana, con manifestazioni davanti alle sedi di Confindustria e alle Prefetture.

"Lo sciopero è indetto  - si legge in una nota - alla luce delle gravi decisioni del Governo Draghi: in questi giorni sono state prese due decisioni estremamente negative per i lavoratori e estremamente positive per Confindustria e il padronato tutto, a partire dallo sblocco dei licenziamenti dal 30 giugno, contenuto nel Decreto Sostegni Bis al cui interno stanno non solo sostanziose risorse per le imprese, più della metà dei 40 miliardi stanziati, ma anche la perdita di altre centinaia di migliaia di posti di lavoro da fine giugno, che si aggiungeranno al milione di posti già perduti.

L’altra misura è costituita dall’abolizione quasi totale di tutte la normativa relativa al codice degli appalti, contenuta nel Decreto semplificazioni, che dà la più ampia libertà alle imprese di peggiorare condizioni salariali e lavorative di lavoratori e lavoratrici, tra le quali il massimo ribasso nelle gare e l’ampliamento della possibilità di appaltare e subappaltare sottoponendole di fatto ai peggiori ricatti, vista la libertà di licenziare.

Anni e anni di battaglie, di lotte e mobilitazioni spazzate via dal “Governo dei Migliori” con tutti i partiti, di maggioranza o di opposizione, estremamente soddisfatti che in questo modo l’Italia riparta.

Tutto a spese dei soliti noti, di tutto il mondo del lavoro che non ha santi protettori in Parlamento e può contare solo sulle proprie capacità di lotta e di mobilitazione. Hanno tentato di mettere a tacere le istanze dei lavoratori e lavoratrici, lasciati ormai da soli anche da quelle organizzazioni sindacali che fanno finta di fare la voce grossa solo per potersi sedere ai tavoli dove arraffare briciole di potere nella gestione delle peggiori infamie verso i diritti della classe lavoratrice.

Per USB non ci si può permettere che siano Confindustria e la legge del profitto a decidere delle nostre vite con il beneplacito di un governo, soggetto ai diktat dell’Unione Europea e forte con i deboli e deboli con i forti".

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