Razzolando nel cortile, incontri tra natura e cultura 9a edizione

Una rassegna d’incontri estivi organizzati da Psiche& Natura all’insegna della Cultura e del suo rapporto con la Natura. Il titolo Razzolando nel cortile non è casuale, ma contiene sia la
metafora del razzolare, cioè del cercare con curiosità, indagare, investigare, sia il luogo dove si terranno gli incontri, un cortile settecentesco. Dietro la Cultura che incontra la Natura c’è l’Uomo pensante con le sue “esplorazioni” che tanto hanno contribuito allo sviluppo dell’introspezione, del pensiero creativo e utopistico.

conduce Emilio Bibini
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Sabato 27 luglio, ore 18.00
inaugurazione mostra d’arte
Proiezioni
di Olimpia Pino
L’arte e la pittura come processo intimamente narrato dove con la sintesi cromatica rivivono memorie sedimentate.

con una relazione dell’autrice su
Memoria, identità e tempo
le forme della memoria, i suoi disturbi e i suoi tesori

Olimpia Pino è professore associato di Psicologia Generale presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia l'Università degli Studi di Parma. Attualmente per capire come il cervello cambia in funzione dell'esperienza si occupa di “Brain Computer Interface” presso il Laboratorio di Psicologia Cognitiva conducendo ricerche sui disturbi di memoria, sull'errore umano, la testimonianza oculare e la qualità dell'assistenza sanitaria. Conduce studi interdisciplinari con il robot umanoide “NAO-H25” e con “Neuro-Upper”, un prototipo sviluppato dal suo gruppo di ricerca , per trattare in modo non invasivo e non farmacologico disturbi dell'umore, d'ansia e migliorare le prestazioni neuropsicologiche.
Ha pubblicato numerosi saggi, tra cui “The secret in the air” (Lambert Academic Pubblishing), “Ricucire i ricordi” sui disturbi della memoria (Mondadori).

Come artista predilige la pittura, attraverso la quale mettere a frutto le esperienze maturate nel corso degli anni, che l’hanno vista confrontarsi con diverse realtà. Pittura dunque come teatro di sperimentazione di una vasta gamma di stili, tecniche, tematiche, da quelle più intimistiche a quelle sociali. Ha esposto in numerose città italiane e alcune sue opere sono state selezionate per l’esposizione digitale ”Perspective of Receptivity” a Riccione, per l’evento di EA editore “l’Isola che c’è” a Palermo e per “The Art Box. Project Maiami 1.0”; è stata premiata con l’ “Honorable Mention Award 2019” dal Circle Foundation for the Arts di Lione.
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Sabato 3 agosto, ore 18.00
Esistenzialismo ieri e oggi
con Franco Toscani e Alberto Finetti
Parlare di Esistenzialismo oggi, significa certamente rievocare le teorie dei filosofi, degli scrittori e, più in generale,degli intellettuali di inizio e metà Novecento; porre una rinnovata attenzione al clima politico e sociale prima e durante la seconda guerra mondiale; ma anche riflettere sul valore dell'esistenza, sulla sua irriducibile complessità, sulle implicazioni etiche che seguono e sulla conseguenze sulla contemporaneità.

Franco Toscani docente di Filosofia a Piacenza, è saggista e membro del comitato scientifico della sezione Emilia-Romagna dell’Istituto italiano di Bioetica e, del consiglio di redazione della rivista “Testimonianze” ed è redattore della rivista “Filosofia e Teologia”. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali e come autore o co-autore ha pubblicato testi filosofici.
Fra le sue ultime pubblicazioni, “Luoghi del pensiero. Heidegger a Todtnauberg”, Odissea 2011; (con A. Mangano) “Stefano Merli. Uno storico militante”, Centro di Documentazione di Pistoia 2014; “ Nel gioco del mondo. Poesie 2013-2017” Edizioni Scritture, 2017; “Franco Fergnani e la vigilanza del pensiero”, in AA.VV., “Il gesto e la passione. Sull'insegnamento di Franco Fergnani, Farina 2017; “Sul senso e sul declino della nostra scuola”, in AA. VV., “Aprire le porte. Per una scuola democratica e cooperativa” Castelvecchi, Roma 2018; “Eredità e ricchezza della filosofia dell'esistenza,” in AA.VV., “L'esistenzialismo ieri e oggi”, 2018.
Alberto Finetti ha insegnato Letteratura italiana e latina a Piacenza. I suoi temi di studio e di ricerca si collocano sulla linea di confine tra letteratura, poesia e filosofia.
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Sabato 10 agosto, ore 18.00
L'errore antropocentrico
con Maurizio Corsini e Giulio De Nicola
Presentazione del libro e del progetto editoriale "L'Errore Antropocentrico" a cura di Maurizo Corsini e Bruno Fedi (Mimesis editore).
Eretto a padrone e signore di tutti gli altri viventi, l’uomo considera oggi gli animali non umani quali oggetti a propria disposizione, nella più barbara ottica specista e antropocentrica. Ma quale humus culturale ha determinato l’orrore in cui le specie non umane sono costrette a vivere? Qual è la reale condizione che sono costretti a subire? Ed è davvero immodificabile? Attraverso il confronto tra specialisti, diversi per formazione e impostazione, il saggio vuole essere un proficuo contributo rivolto sia al mondo della scuola e dell’università, sia a tutti coloro che ritengono inaccettabile questo stato di cose, e intende problematizzare il rapporto uomo-animali non umani, fornendo elementi di riflessione che possano indurre a ridimensionare la visione antropocentrica.

Maurizio Corsini curatore del libro “L’errore antropocentrico”, è medico psichiatra e psicoanalista. Suoi maestri sono stati Giambattista Muraro, Emanuele Gualandri e soprattutto la sua prima gattina Stellina. Anni di attività in ambito psichiatrico hanno confermato in lui la convinzione che ogni prassi di carattere psicologico di tipo descrittivo,diagnostico e classificatorio non rende giustizia alla materia e tantomeno ai fruitori dell'intervento stesso. L'analisi,nel senso della parte applicativa della psicoanalisi ha per lui significato soltanto ed esclusivamente se intesa a sviluppare la"relazione d'oggetto"cioè il rispetto dell'altro umano o non umano. E' presidente della “Associazione per i Diritti degli Animali” di Parma.
Giulio De Nicola è psichiatra presso il DSM Mantova. Co-autore per il libro “L’errore antropocentrico” con lo scritto “Filosofia e Zoologia”.
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Giovedì 15. Venerdì 16, Sabato 17, Domenica 18 agosto
Abbiamo mangiato al foresta
Foreste e allevamenti, interrelazioni tra distruzione e sofferenza
rassegna cinematografica documentaristica a cura di Emilio Bibini
Hi saa brii… (Abbiamo mangiato la foresta di…) seguite dal nome di un determinato luogo sono parole che servono ai Mnong Gaar (Uomini della Foresta) per designare tale o tal altro anno. Questi semi-nomadi degli Altipiani vietnamiti non dispongono di alcun altro mezzo per misurare il passare del tempo se non di questi dati spaziali forniti dalla successione di tratti di boscaglia che hanno abbattuto e incendiato per sistemarvi le loro culture tradizionali. (…)
(da “Abbiamo mangiato la foresta” di Geogers Condominas, 1960)
Uno spunto iniziale appropriato per titolare questa nuova rassegna documentaristica che vede come protagonisti boschi e foreste con i suoi abitanti non umani, travolti drammaticamente, in special modo per le foreste pluviali tropicali, dall’incessante avanzare della distruzione operata dall’uomo per ospitare coltivazioni di olio di palma e soia, per il taglio del legname, per il pascolo e gli allevamenti. Questi ultimi, a causa della grande domanda di carne, latticini e pellame, concorrono dunque pesantemente al degrado ambientale e alla sofferenza animale. Ma alla “facilità” della distruzione del mondo vegetale vi sono anche motivazioni psicologiche e culturali per le quali le piante sono considerate viventi secondari. In realtà, grazie alle scoperte della neurobiologia vegetale, si può affermare che le piante, per le loro intrinseche caratteristiche sono i soggetti principali sui quali la “vita” ha investito. La rassegna attraversa esplorativamente diversi “territori interconnessi” che intrecciano foreste, boschi, neurobiologia, biodiversità, animali, sfruttamento animale e sofferenza. Sì perché il “dolore del mondo non-umano” è anche il dolore “umano” di Ohad, il protagonista dell’ultimo documentario, che lotta per il riconoscimento del diritto per ogni non-umano di condurre una propria esistenza come “soggetto” e non come “oggetto” a disposizione dell’umanità. Ciò è la primaria base per un reale cambiamento, etico e morale, verso l’ “altro e il diverso”.
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Giovedì, 15 agosto
ore 16.15
Presentazione e Introduzione
ore 16.45
L:a foresta e l'uomo
regia di Yann Arthus Bertrand
documentario, Francia, 2011, durata 7'24"
il film ufficiale dell’Anno Internazionale delle Foreste realizzato per le Nazioni Unite. Apparsi sulla Terra più di 380 milioni di anni fa, gli alberi hanno cambiato l’aspetto dei continenti producendo le attuali terre fertili e consentendo l’aumento della biodiversità. Le foreste del Pianeta ospitano oltre metà delle specie terrestri e ogni anno si scoprono nuove insospettate forme di vita. È la tutela di questa biodiversità da cui dipende tutto la nostra vita: dall’alimentazione ai rimedi per la salute e la ricerca scientifico-tecnologica.
ore 17.00
L'intelligenza delle piante
con Stefano Mancuso
ripresa dell'incontro a Prato presso il "Centro per l'Arte Contemporanea L. Pecci" , Italia 2017, durata 1°.55'
Le piante pensano, reagiscono, ricordano, risolvono problemi complessi e hanno elaborato strategie sorprendenti di adattamento. "Le piante hanno molto da insegnare, sono simbolo della modernità", nonostante la scarsa considerazione da parte dell'uomo.
Stefano Mancuso, ricercatore di fama internazionale, è professore del Dipartimento di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente all’Università di Firenze, dirige il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (LINV). Membro fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior, ha insegnato in università giapponesi, svedesi e francesi ed è accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili.
ore 21
Introduzione
ore 21.15
Microcosmos. Il popolo dell'erba
regia di Claude Nuridsany e Marie Pérrenou
documentario, Francia, 1996, durata 1°15'17"
Un documentario che ha come protagonisti gli animali meno considerati, quelli che popolano i prati, in particolare gli insetti e altri invertebrati come ragni e chiocciole. Presentato fuori concorso al 49º Festival di Cannes, è stato premiato con il Grand Prix tecnico.
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Venerdì, 16 agosto
ore 16.15
Presentazione e Introduzione
ore 16.45
Foreste d'Italia
regia di Marco Pisapia e Lorenzo Ciccarese
documentario ISPRA, Italia, parte prima, 2011, durata 24',/ parte seconda, 2013, durata 36'.50"
Per lungo tempo considerate quasi esclusivamente per la loro capacità di offrire prodotti legnosi (per l'industria e per fini energetici) e non, come funghi, frutti di bosco, resine, aromi e medicinali, le foreste vengono oggi studiate anche per la loro capacità di fornire una serie di beni e servizi a livello di ecosistema. Tra questi, la regolazione delle risorse idriche, il contenimento dell'erosione, la regolazione del clima locale, la mitigazione dei cambiamenti climatici, ma anche la tutela di valori spirituali, storici, didattico‐scientifici, ricreativi e turistici.
ore 21
Introduzione
ore 21.15
Una regione biodiversa
La ricchezza degli ambienti naturali in Emilia Romagna
regia di Marco Tessaro
documentario Regione Emilia Romagna, Italia , 2009, durata 50’
I nuovi concetti di “reti ecologiche”per creare continuità dei territori sono i fondamenti per la sopravvivenza della biodiversità Il territorio è un continuum, dove bisogna pensare alle aree protette come punti di eccellenza, ma bisogna lavorare sulle aree limitrofe affinché siano permeabili alle specie stesse. Ciò è possibile con una cambiamento culturale e di sensibilità. Il documentario “racconta” gli ambienti naturali, con le loro potenzialità e fragilità, attraverso le loro specificità: lagune, coste e zone umide salmastre; zone umide d’acqua dolce; il Po interno: fontanili e ambienti fluviali; la collina appenninica faggete e crinale appenninico.
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Sabato, 17 agosto
ore 16.15
Presentazione e Introduzione
ore 16.45
Alma
regia di Patrick Rouxel
documentario, Francia 2011, durata 65’
Il secondo di una trilogia di documentari sulla distruzione delle foreste pluviali tropicali. Splendidamente girato, alternativamente gioioso e sconvolgente, Alma ci mostra il caro prezzo che paga l'Amazzonia per via di prodotti di consumo come carne, latticini, e il cuoio.
Il bestiame al pascolo è uno dei fattori della distruzione della foresta pluviale amazzonica (dove i principali importatori dei pellami sono Cina e Italia) , insieme alla coltivazione della soia e al taglio indiscriminato degli alberi da legname.
ore 21
Introduzione
ore 21.15
Green
regia di Patrick Rouxel
documentario, Francia 2011, durata 48’
Il regista in pochi mesi, da solo, senza aiuti finanziari e con un semplice visto turistico, ha filmato in Indonesia con attenzione, sensibilità e molto pudore questo documentario per sensibilizzare sul massacro degli animali provocato dalla deforestazione per il legname e per le coltivazioni di olio di palma usato per la produzione di “biodiesel”. Parallelamente vengono mostrate le condizioni di schiavitù e di oppressione degli animali selvatici e di quelli allevati. Il documentario ha vinto più di 20 premi internazionali.
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Domenica 18 agosto
ore 16.15
Introduzione
ore 16.45
Dominion
regia di Chris Delforce
documentario in lingua inglese, Australia 2018, durata 1°59’
Dominion è un documentario che denuncia la violenza sugli animali di ogni specie, scritto, diretto e realizzato da Chris Delforce, dell'associazione australiana “Aussie Farms”. Racconta in modo estremamente toccante gli orrori dello sfruttamento animale in ogni settore, ma soprattutto in quello degli allevamenti per l'alimentazione umana.
ore 21
Introduzione
ore 21.15
Canned Hunting. La caccia in scatola
regia Campaign against Canned Hunting
documentario, Sud africa 2018, durata 11’24”
www.cannedlion.org
La maggior parte della caccia per trofei coinvolge paesi africani, come Sudafrica, Namibia e Zimbabwe, che accanto a quella tradizionale, offrono una variante ancora più crudele il “canned hunting” ovvero la caccia in scatola in cui gli animali (spesso drogati) vengono racchiusi in aree recintate limitate per facilitarne l’abbattimento da parte dei cacciatori meno esperti (con fucili, archi o mute di cani) che hanno così la certezza del trofeo. La maggior parte degli animali utilizzati sono leoni maschi allevati in cattività. Una brutale pratica molto redditizia che solo nel Sudafrica coinvolge 150 allevamenti (spesso camuffati come centri di conservazione della fauna selvatica) e 8.000 leoni pronti ad esser sacrificati annualmente a 9.000 ricchi cacciatori provenienti non solo dagli Stati Uniti e dall’Europa ma anche dai nuovi paesi emergenti asiatici e arabi.
ore 21.30
La vita secondo Ohad
regia Eri Daniel Erlic
film documentario, Israele 2014, durata 1°.20’
“Io non sono pazzo. Il mondo è pazzo.” - Ohad Cohen
Ohad dedica appassionatamente tutta la sua vita alla causa della liberazione animale; sensibilizza le persone sul tema e partecipa ad azioni dirette di liberazione animale negli allevamenti. Ma Ohad ha tagliato i ponti con la propria famiglia da molti anni e d entrambi cercano di ricucire i rapporti interrotti. Finalmente questo sta per realizzarsi, ma Ohad porrà una condizione per il suo riavvicinamento: i suoi genitori devono conoscere il suo mondo di attivista per i diritti degli animali.
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Sabato 24 agosto, ore 18.00
Bisognava provarci! 40anni senza manicomi
con gli autori Valero Cervetti, Ilaria Gandolf e Paola Gennari
e il vicepresidente dell’associazione Progetto Itaca Parma Gianni Caselli
Presentazione del libro
“Bisognava provarci. Parma e la malattia mentale: dal manicomio ai servizi territoriali”
a cura dell’associazione Progetto Itaca Parma.
“Bisognava provarci” è la storia di Giordana che al manicomio di Colorno “ci è nata”; è la storia di giovani psichiatri con la voglia di cambiare il mondo; è la storia dell’Ospedale Psichiatrico di Colorno e della città, della Comunità, che seppe chiuderlo, immaginandosi una risposta “diversa” alla malattia mentale, mai del tutto formulata, mai del tetto compiuta, su cui ancora oggi ci si interroga.
L'associazione Progetto Itaca Parma è nata dal 2013 e da allora offre gratuitamente servizi di informazione, sostegno e reinserimento socio-lavorativo a persone con disturbi della salute mentale e alle loro famiglie. Info: www.progettoitacaparma.org

Valerio Cervetti già direttore delle Biblioteche, Archivi Storici e Musei del Comune di Parma; si diletta di scrivere di storia. Nel 2013 per Ediesse (con Roberto Spocci) ha pubblicato “Siam liberi, siam forti e siamo tanti… Per i 120 anni della Camera del lavoro di Parma” e nel 2015 per Battei “Monumenti di democrazia. Il racconto delle biblioteche”.
Ilaria Gandolfi giornalista professionista, svolge attività di consulente per la comunicazione per istituzioni e realtà del terzo settore. È volontaria di Progetto Itaca Parma dalla nascita dell'associazione, nel 2013, e dal 2018 è membro del suo Consiglio Direttivo.
Paola Gennari laureata in conservazione dei beni culturali alla facoltà di lettere e filosofia di Parma, lavora in ambito grafico e della piccola editoria. È volontaria di progetto Itaca dal 2015 dove si è formata per corsi “family to family".
Gianni Caselli vicepresidente Associazione Progetto Itaca Parma.
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Sabato 31 agosto, ore 18.00
Cambiamenti climatici. Tra evidenze scientifiche
e percezione mediatica.
con Alessio Bellucci
Come cambia il clima e con quali conseguenze? Come possiamo fare per contenere i cambiamenti in corso e rispettare gli accordi di Parigi? Come viene recepito il problema dei cambiamenti climatici dai media, e più in generale, dalla società? Il cambiamento climatico non è più una ipotesi del futuro, ma riguarda “oggi” drammaticamente anche l’Italia: il nostro Paese si sta scaldando più velocemente della media globale e di altre terre emerse del pianeta!

Alessio Bellucci climatogo, è ricercatore presso il “Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici” (CMCC). Le sue principali aree di ricerca sono la variabilità climatica con la sua prevedibilità e il ruolo dell'oceano nel sistema climatico globale. Al CMCC coordina il gruppo “Climate Prediction”, lavorando sulle previsioni climatiche stagionali e decadali.

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