Enron di Lucy Prebble al Teatro Due dall'8 all'11 marzo

ENRON di Lucy Prebble, traduzione Leo Muscato con Roberto Abbati, Alessandro Averone, Maurizio Camilli Andrea Capaldi, Cristina Cattellani, Ambra Chiarello, Massimiliano Frascà, Francesco Gabrielli Michela Lucenti, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Emanuela Serra regia Leo Muscato scrittura fisica Michela Lucenti ideazione e realizzazione video Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii aiuto regia Laura Cleri scene Federica Parolini costumi Silvia Aymonino luci Luca Bronzo assistente alla scrittura fisica Ambra Chiarello assistente alla regia Giacomo Giuntini produzione Fondazione Teatro Due in collaborazione con Balletto Civile. Teatro Due, Parma dall’8 all’11 marzo 2014

Dopo il successo di Frost/Nixon sul palco del Teatro Due ancora un lavoro dedicato a una pagina “scandalosa” della storia dei nostri anni, frutto dello sguardo corrosivo della drammaturgia contemporanea anglosassone. Enron di Lucy Prebble, giovane drammaturga, affascinata dagli intrighi, dal potere del denaro e del sesso, lucida e graffiante narratrice dei nostri tempi, torna in scena sabato 8 marzo alle ore 21.00, domenica 9 alle 16.00 e martedì 11 marzo alle 21.00, per raccontare l’ascesa e la caduta del colosso energetico mondiale in uno spettacolo vorticoso e adrenalinico che incrocia teatro, musica e danza. In scena l’Ensemble Attori di Teatro Due e gli attori-danzatori di Balletto Civile, Roberto Abbati, Alessandro Averone, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Cristina Cattellani, Ambra Chiarello, Massimiliano Frascà, Francesco Gabrielli, Michela Lucenti, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Emanuela Serra con la scrittura fisica di Michela Lucenti e la direzione di Leo Muscato, produzione Fondazione Teatro Due.

Un testo che racconta di vicende clamorose d’oltreoceano, rappresentato in una città, Parma, che ha vissuto nella sua storia recente un episodio molto simile: il “caso Parmalat” ha molte attinenze con quello “Enron”, entrambi modelli di frode e di falsificazione finanziaria. Così sia Enron che Parmalat sono divenute ormai qualcosa di più di nomi di imprese rumorosamente fallite, che hanno gravemente danneggiato milionidi azionisti, migliaia di lavoratori e il sistema economico locale e mondiale: entrambe sono divenute simboli dei disastri ai quali può portare un capitalismo senza controlli e deregolamentato. La reazione del potere politico e giudiziario nei due paesi però è stata molto diversa, ed Enron è stata smantellata ed è divenuta un monito: paradigma di una crisi in cui il sogno dell’economia virtuale si è infranto nei primi anni 2000.

Enron rappresenta una pratica, una mentalità e una strategia, adottate da persone, da uomini e donne con nomi e storie, biografie e relazioni precise, che hanno segnato il destino del mondo. Nomi, come quello del presidente Kennet Lay e dell’amministratore delegato Jeffrey Skilling, personaggi e relazioni che la Prebble ha riunito in un testo che ricostruisce, grazie a 4 anni di approfondite ricerche, i 10 anni di truffa sistematica perpetrata dai vertici della Enron. Corpi, menti e relazioni che hanno costituito la cosiddetta “corporate culture”, incarnazione dell’avidità capitalista, dell’euforia finanziaria, di un sistema dopato e corrotto.

“Questi manager sono i Macbeth del mondo aziendale globale”, ha dichiarato Lucy Prebble, “e le conseguenze delle loro azioni, ora come un tempo, ricadono e distruggono il destino di migliaia d’individui. Sono il perfetto materiale della tragedia tradizionale”. I grandi archetipi della letteratura teatrale mondiale trovano in Enron una risonanza contemporanea e l’epica del potere si dispiega in scena in unvortice di eventi reali, realissimi, eppure folli nella loro evidente corsa verso la catastrofe, raccontati con la colonna sonora dei più famosi brani degli anni ’90, dai Beastie Boys ai Cramberries.

La città di Houston, centro del denaro e della perdita di valori di un’intera società è qui un quartier generale in cui si tengono festini e riunioni, in cui s’incrociano interessi politici, economici e personali. L’allestimento di Leo Muscato, regista (Premio della Critica 2007) la cui esperienza scenica è spesso orientata alla drammaturgia contemporanea, incontra la forza del lavoro fisico di Michela Lucenti e del suo Balletto Civile (Premio della Critica 2012), dando vita a uno spettacolo che interpella le coscienze, seguendo la forte vocazione di Fondazione Teatro Due a trattare tematiche civili, ad affrontare le verità della storia, quelle scomode, quelle da non dimenticare. Info biglietti e prenotazioni: tel. 0521/230242, biglietteria@teatrodue.org -www.teatrodue.org

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