Parma città-scandalo, Zilli (Idv): "Vignali e i suoi devono dimettersi"

Durissimo intervento della coordinatrice provinciale dell'Italia dei Valori che chiede le immediate dimissioni del sindaco e dell'intera amministrazione. Sulle indagini della Procura, il Pd: "Le bugie hanno le gambe corte?"

DICHIARAZIONI DI PAOLA ZILLI - COORDINATRICE PROVINCIALE ITALIA DEI VALORI

“Siamo giunti al capolinea per l’amministrazione Vignali, è tempo di un profondo rinnovamento per la nostra città. Parma è diventata una città-scandalo – dichiara la Zilli - dove corruzione, tangenti, mancanza di trasparenza, mafia, camorra e indagini che coinvolgono i politici e i dirigenti delle società pubbliche dilagano.

Dopo tutto ciò cadono come bombe sette avvisi di garanzia che rivelano che il Sindaco, l’Assessore Bernini e l’ex sindaco Ubaldi sono indagati, e come se non bastasse giungono rivelazioni di una prostituta che afferma di aver fatto sesso a pagamento con Vignali.

Questi ultimi due avvenimenti sono la goccia che hanno fatto traboccare il vaso; la nostra città non è più la città che i cittadini desiderano e vogliono vedere crescere sotto ogni aspetto importante: dai diritti sociali al lavoro, dall’integrazione alla vivibilità della città, dalla sicurezza sulle strade e non alla chiarezza e alla trasparenza nel rapporto tra Comune e cittadini.

Dobbiamo far tornare Parma la città a misura d’uomo, in tutti i sensi, che era prima.
Per tutte queste ragioni – conclude - noi dell’Italia dei Valori di Parma chiediamo le immediate dimissioni di Vignali, di tutta la Giunta Comunale e del Presidente del Consiglio comunale Ubaldi: la Politica va fatta con le mani pulite e pertanto prima si risolvono i propri guai giudiziari, poi ci si occupa della cosa pubblica”.

COMUNICATO DEL GRUPPO CONSILIARE DEL PD

Il Gruppo consiliare del Pd interviene con un comunicato in merito alla notizia delle indagini della Procura sugli incarichi ai dirigenti tra il 2005 e il 2009. Di seguito il testo.

La notizia riportata dai giornali riguarda un’indagine in corso e per la quale è stata richiesta la proroga. Sul piano penale, quindi, la Magistratura non ha ancora raggiunto nessuna conclusione, nemmeno sul piano inquirente proprio dei P.M.. Nell’ambito delle competenze giudiziarie, peraltro, la politica non può e non deve entrare, fermo restando che dovranno essere eventualmente valutate le conseguenze politiche delle eventuali future decisioni degli Organi giudiziari.

Sul piano politico, non si può non sottolineare che, sulle vicende su cui è aperta l’indagine, il Gruppo PD – e prima i Gruppi Margherita e DS – aveva presentato, da solo o insieme ad altri Gruppi di opposizione, interrogazioni ed interpellanze, rilevando diversi profili di illegittimità degli atti. Tra le vicende oggetto di interrogazioni (e oggi di indagine della Procura della Repubblica), certamente, una delle più significative ed importanti, stante il ruolo rivestito, è quella della nomina dell’attuale Capo della Polizia Municipale.

Sindaco e Giunta, a suo tempo, hanno respinto con sdegno ogni contestazione, come sempre e, come sempre, pregiudizialmente: dovranno arrivare a riconoscere che “le bugie hanno le gambe corte”? Chi vivrà vedrà. Oggi, si può e si deve ribadire che questa notizia conferma il giudizio già espresso nell’estate con riferimento alle perquisizioni della Polizia giudiziaria nei palazzi municipali: relativizzazione del principio di legalità, superficialità, approssimazione, costruzioni delle decisioni a prescindere dai vincoli di legge e, comunque, con forzature evidenti. E questo giudizio prescinde e prescinderà dall’esito dell’indagine penale: è l’approccio alla gestione del potere del centrodestra, che segna la netta differenza con la nostra visione".

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