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Le nostre interviste - Ghiretti: "La dieta la deve fare il Comune"

Nuova tappa delle interviste ai candidati sindaco per le prossime elezioni amministrative, ormai imminenti: cinque domande per il candidato sindaco per Parma Unita, ex assessore allo Sport della giunta Vignali

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Nuova tappa delle interviste ai candidati sindaco per le prossime elezioni amministrative, ormai imminenti. comunali 2012 intervista liliana spaggiari pcl - ParmaToday
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Abbiamo scelto cinque domande, su alcuni dei temi più sentiti dai cittadini e dai nostri lettori, per interrogare i dieci candidati sindaco."

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Roberto Ghiretti, ex assessore allo Sport della giunta Vignali è il candidato sindaco per Parma Unita.

L'anno scorso Parma è stata al centro dello scandalo corruzione: l'immagine da città europea si è scalfita in seguito alle inchieste sulla tangentopoli parmigiana. Due punti su cui si basa la sua ricetta

"Siamo stati denigrati in tutta Italia. Si è detto: “La città dove tutti rubano tutto”. Non è così. Chi ha sbagliato deve pagare. E chi ha sbagliato c’è. Ora, però, credo sia doveroso e rispettoso nei confronti dei cittadini circondarsi di persone per bene, oneste, competenti: Parma ne ha tante. Ecco, la lista Parma Unita è composta da gente apprezzata, professionisti affermati, con pluricompetenze; è una lista che intende adottare una politica improntata alla massima trasparenza. Lo dimostra il fatto che abbiamo pubblicato sul nostro sito internet nomi e cognomi dei nostri finanziatori, le cifre che ci hanno versato, le spese che abbiamo affrontato, punto per punto. E la settimana scorsa abbiamo anche presentato metà della squadra degli assessori: siamo stati gli unici a farlo. In più proponiamo l’istituzione di un giudice con titolo onorifico che possa esercitare un rigido controllo sull’amministrazione, a garanzia della cittadinanza e della collettività. La trasparenza poi sarà automatica con noi di Parma Unita, perché siamo convinti che sia finita l’epoca delle decisioni calate dall’alto, prese al posto dei cittadini. Le scelte saranno prese con i cittadini".

Secondo recenti stime il debito del Comune di Parma ammonterebbe a circa 460 milioni di euro: le manovre del commissario Ciclosi per risanarlo non sono piaciute a molti. Le tasse aumenteranno. Quali misure prenderà se sarà eletto?

Penso sia inutile girarci intorno, i debiti ci sono e vanno pagati; prima tra tutti quelli nei confronti delle imprese. Dobbiamo attuare immediatamente una politica di risanamento, ma la dieta la deve fare il Comune, non i cittadini. Non ritengo eticamente corretto far pagare a questi responsabilità altrui. Le cause di questa situazione bisogna individuarle nella città cantiere, nel comune imprenditore, nelle scelte inappropriate di realizzare opere inutili, megalomani, come i troppi centri commerciali. Dobbiamo al più presto rinsavire dalle illusioni di grandeur, quelle del Comune grande imprenditore, grande costruttore, grande finanziatore di opere e “grande timoniere” dell’economia locale. Il punto di partenza dell’operazione risanamento è un piano controllato di dismissione delle partecipate, uno dei problemi maggiori per il bilancio comunale. Il Comune deve definire il termine delle opere e fuoriuscire dall’assetto societario di Stu Stazione per esempio. Proseguiremo con la Spip (un grande scandalo firmato Ubaldi), evitando speculazioni e lavorando alla progressiva liquidazione attraverso una stretta collaborazione con industriali, banche, fondazioni. E ancora: dobbiamo incorporare Infomobility e Ade al fine di ottenere maggiori risorse. Rivediamo poi i contratti Iren, Tep ed esattorie. Bisogna prendere, concludendo, una serie di provvedimenti atti a ottenere liquidità, senza mettere le mani in tasca ai parmigiani. E se ciò non basterà siamo pronti a procedere alla dismissione di alcuni gioielli di famiglia, immobili e quote azionarie per esempio. Con questo piano di rientro dai debiti, possiamo evitare ai cittadini le aliquote massime di Imu e Irpef. Anzi, imposteremo le aliquote al minimo. Siamo gli unici che possono farlo veramente. Gli altri dicono che abbassano le tasse, ma non dicono come possono farlo".

Il settore produttivo del territorio è al collasso: molte aziende licenziano e chiudono: dalla Intercast alla Cft, i lavoratori si ritrovano spesso senza alternativa, soprattutto nella fascia tra i 40 e i 50 anni: quali misure concrete metterà in campo per risolvere la situazione?

"Il problema del lavoro è e sarà il problema centrale di questi anni. Per me come sindaco sarà una priorità assoluta, è un dovere verso la città e soprattutto verso i giovani, che sono una risorsa irrinunciabile. Bisogna offrire sbocchi lavorativi, limitare le fuga di cervelli, o meglio, favorire le esperienze fuori città e anche all'estero affinché crescano e acquisiscano abilità e poi agevolarli a tornare qui, con posti di lavoro adeguati. Poi le famiglie, sempre più in difficoltà economiche, che bisogna sostenere con progetti adeguati. Nel giro di pochi anni le provincie cesseranno di essere istituzioni elettive e le loro principali funzioni verranno riassegnate. È fondamentale che le deleghe sul lavoro, l’occupazione e la formazione tornino al Comune evitando che queste prendano la via di Bologna o peggio ancora di Roma. La nostra proposta è di istituire al nuovo Duc un’Agenzia per il lavoro, formazione e innovazione in collaborazione con le associazioni di categoria, con CCIAA e Università. Un unico luogo per costruire una strategia integrata tra i diversi momenti del mercato economico e del lavoro, per favorire l'ingresso di persone e competenze, per aumentare la competitività delle imprese e le occasioni di crescita, per un sistema economico territoriale più competitivo. Bisogna superare una visione novecentesca dell'economia, imprese e lavoratori sono dalla stessa parte, ma gli interessi di entrambi sono tutelati solo quando l'economia è sana. Ed è antiquato separare problemi che invece sono intrecciati: la difesa dell'occupazione e l'innovazione, la qualità del lavoro e il miglioramento dei saperi professionali. Gli occhi sono due, uno alle imprese e uno al lavoro, ma lo sguardo si fa insieme. È necessario sviluppare nuove politiche per l'occupazione, il sostegno all'economia, la crescita delle competenze e lo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali che riparta dall'esperienza positiva compiuta in questi anni dal Centro per l'impiego e dalla rete di ascolto costruita con le imprese, ma persegua anche lo scopo di allargare il pluralismo della formazione, di implementare il ruolo del Comune nei tavoli istituzionali sulle crisi aziendali, di sperimentare nuovi strumenti e luoghi per il mercato del lavoro, come una Fiera annuale del lavoro, di lavorare su appuntamenti di analisi e approfondimento della situazione economica del territorio".

Casa. Aumenta il numero di sfratti e le persone che vivono in strada. Quali soluzioni proponete per rispondere alla esigenze delle persone in difficoltà economica, spesso in seguito alla perdita del lavoro?

"La casa ha un valore sociale primario. Bisogna ripartire da questa convinzione e adottare una politica attenta alle nuove criticità sociali: un nuovo piano casa a misura di famiglia attento alle nuove povertà, alle giovani coppie, ai nuclei monogenitoriali, alle famiglie numerose e a basso reddito.
In particolare, mi impegnerò a destinare un numero sufficiente di locazioni all’emergenza sfratti; a costituire un Fondo di garanzia affitti con la partecipazione del Comune e della Regione, delle Associazioni dei proprietari, dei Sindacati Inquilini, delle Fondazioni, che consenta di affittare a canone variabile, eventualmente integrato da un contributo del Comune, a seconda della possibilità delle famiglie; a combattere il nero, abbassando l’Imu ai proprietari che partecipano al Fondo o affittano a canoni concordati; a implementare il Punto Casa per tutti coloro (proprietari o affittuari) che necessitano di consulenza o tutela. Ancora: sarà portato a compimento il progetto Parma Social Housing, rafforzata la collaborazione con ACER, proseguita la ristrutturazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Nel nostro programma è stata dedicata molta attenzione al lavoro; per esempio, istituiremo un’agenzia del Lavoro in Comune, perché con il ridimensionamento per le Province è necessario che l’amministrazione comunale si occupi direttamente dell’occupazione".

Sicurezza. Alcuni quartieri della città vengono considerati a rischio microcriminalità ma spesso sono gli stessi che non offrono servizi e spazi di aggregazione. Quali sono le priorità del suo intervento in questo settore?

"Il nostro impegno va proprio in questo senso. Purtroppo quotidianamente avvengono episodi da censurare, frutto del disagio economico, difficoltà di integrazione, mancanza di occupazione. Penso che la sicurezza vada affrontata su tre fronti: la sicurezza dell’oggi, la sicurezza a medio termine e, infine, quella a lungo termine. Alle necessità immediate devono sopperire le Forze dell’Ordine: più vigili anche di notte e più presenti sul territorio, più telecamere da mettere in rete e coordinamento tra tutte le Forze dell’Ordine. Mentre per un discorso a medio termine occorre intensificare l’impiego di telecamere e tecnologia, presidiare i luoghi più critici, ma anche inserire associazioni per tenere puliti, in tutti i sensi, i parchi e i luoghi di aggregazione. Ma bisogna anche guardare lontano, rafforzando quei soggetti, mi riferisco alle scuole, associazioni, società sportive, che fanno coesione sociale e cultura, che educano alla socialità. E’ così che possiamo diminuire il disagio nel futuro, favorendo un’integrazione reale, non l’emarginazione. Se non lavoriamo con intelligenza su tutti questi livelli, continueremo a inseguire l’emergenza sicurezza senza risolverla mai. Bisogna rivalorizzare lo spazio comune, uno spazio fatto di contatti e di relazioni, di socialità e solidarietà. Oggi lo spazio pubblico è il luogo in cui queste componenti si acuiscono e si surriscaldano, degenerando, in alcuni casi, in atti di violenza non accettabili. Penso si debba intervenire in maniera costruttiva, ad esempio attraverso l’esperienza dei “Laboratori di comunità”, luoghi di mediazione, di incontro, di dibattito, di intercultura. Spazi per le famiglie, per le associazioni, per i commercianti, per gli anziani. Bisogna rivalutare i parchi, non più luoghi di delinquenza, ma di relax e movimento. E se nei parchi ci mettiamo le associazioni, è garantito che la delinquenza scappa".
 

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