Pizzarotti a La Stampa: "Meglio larghe intese che nessun Governo"

Precisazione del sindaco: "Mai auspicato Governo di larghe intese". "Non ho nulla contro Napolitano: credo che avrebbe potuto non firmare certe leggi, ma gli riconosco di aver gestito una fase difficile"

Se "per fare le riforme è necessario un governo, che si faccia un governo", anche se di larghe intese. Così, intervistato dalla Stampa, Federico Pizzarotti, sindaco di Parma. "Sicuramente sono molto deluso - spiega il primo cittadino a proposito del Napolitano bis. - Non ho nulla contro Napolitano: credo che avrebbe potuto non firmare certe leggi, ma gli riconosco di aver gestito una fase difficile. Però avrei preferito uno più giovane". Anche se ottantenne, precisa Pizzarotti, Stefano Rodotà al Colle "sarebbe stato comunque un segnale di svolta".

"C'era una strada spianata per la sua elezione. Il Pd avrebbe potuto votarlo, e si sarebbe potuto discutere di un governo", "penso a persone super partes, una specie di governo tecnico votato da noi e il Pd per fare le riforme". Tra nessun governo e un governo di larghe intese, meglio quest'ultimo: "Rispondo da sindaco - spiega. - E' indubbio che occorrano riforme, e quelle che riguardano gli enti locali sono le più urgenti, perché i Comuni sono l'ultimo baluardo a contatto con la gente. Occorre rivedere il patto di stabilità, ridurre la burocrazia. Ebbene, se per ottenere questo risultato é necessario che ci sia un governo, auspico che un governo venga fatto". Il possibile premier? "Se fanno Amato vuol dire che questa classe politica è totalmente impermeabile. Ma io spero in un colpo a sorpresa di Napolitano, un nome che possa unire".

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LA PRECISAZIONE DI PIZZAROTTI. Ci tengo a precisare di non aver mai auspicato un governo di larghe intese, ma un esecutivo in grado di dare risposte certe al Paese. Come Primo Cittadino, infatti, ho espresso la necessità di avere un Governo che possa essere un punto di riferimento per attuare riforme urgenti. Il Sindaco è il primo politico a contatto con la gente, e per questo conosce meglio di chiunque altro la drammaticità sociale che l’Italia è chiamata ad affrontare: per questo ho semplicemente espresso il parere che un governo è più che mai necessario, ma non ho mai parlato di un governo a larghe intese, il quale, vista la sordità e l’inefficacia di questa classe politica, non sarebbe in grado di dare al Paese risposte utili”. 

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