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Pizzarotti sospeso replica e attacca: "Finiremo il mandato"

Il sindaco parla in Municipio dopo la sospensione: "Grillo? Mi hanno mandato una mail e tre minuti dopo sono venuto a conoscenza della decisione. Ho perso la fiducia in alcuni esponenti del M5S ma non negli ideali"

Dal nostro inviato

PARMA - La conferenza stampa di Pizzarotti convocata in Municipio assume i toni di un'arringa. A tutti gli effetti è così, perché a sentire il primo cittadino, avrebbe subito un torto grave, che non rispetterebbe le regole del partito. La sala è affolata di giornalisti, televisioni e radio, siti e taccuini pronti a prendere il virgolettato pesante. "Oggi apprendiamo qeusto: io sarei stato sospeso a favore di una mancanza di trasparenza, ma quale? Sulla base di una non risposta a una mail anonima che chiede con regole insesistenti di fornire dei dati sensibili all'anonimato per fare che cosa? Per un'istruttoria? Fatta da chi? E' inaccettabile, erano mesi che chiedevo aiuto, dei chiarimenti, un contatto telefonico o di persona o via mail per chiarire le problematiche emerse e sanare una situazione che si era incancrenita e che andava risolta. Non ci sarebbe stato nessun problema anche nel discutere di quello che è successo oggi. C'è stato un accanimento della stampa nei nostri confronti. Chi ha deciso il verdetto oggi? Sulla base di che regole? Lo ha fatto il figlio di Casaleggio? Ma vogliamo governare il Paese in questo modo? Con regole che non esistono? I regolamenti se ci sono si rispettano, e io sono il primo che lo fa. Ci deve essere chiarezza, non può esserci l'interpretazione della norma. Il direttorio non ci ha contattato. Che partito siamo? Penso che un Comune si amministri diversamente e che il Paese pure. Su di noi è stato buttato tanto fango, non solo da fuori ma anche da dentro. Il caso del Teatro è un venticello che cambia la percezione di quello che facciamo, siamo stati in silenzio e non abbiamo attaccato nessuno. Oggi qualcuno non ha fatto il bene del movimento. Il Direttorio non ha mai fissato un incontro. Uno staff anonimo ha deciso? Pensiamo di essere come gli altri, e vogliamo il rispetto delle persone. Vogliamo un confronto. Io non ho detto 'non do i documenti', ma ho detto 'venite qui che avremo modo di chiarire'. La loro risposta è stata quattro righe di mail. Non è un comportamento che si addice a una forza di governo come la nostra. Voglio sperare che ci sia un ripensamento con delle scuse. Perché il dialogo risolve le cose o almeno tenta di farlo. Abbiamo sempre cercato il dialogo. Ci metto la faccia tutti i giorni e chi dice di voler governare faccia lo stesso. Ho perso la fiducia nelle persone del movimento ma non nei valori fondanti chiari e cristallini che tutti ci hanno copiato, compreso il Pd. Trasparenza e partecipazione che sono  parole abusate, le abbiamo utilizzate prima noi. Tutti temi etici su cui anche noi abbiamo abusato, perché è evidente che si è perso il senso del limite nell'accusare chiunque, io non voglio avere ragione, ma un confronto. Prima di dire 'Al lupo al lupo', pensiamoci, si rischia che la gente non ci creda più e che lo rivolga a tutti. Amministrare vuol dire fare e poter sbagliare. Facciamoci i conti perché se vogliamo governare il paese dobbiamo sbagliare. Qualcuno ci manderà una denucnia, un desposto. E che si fa? Dimettiamo i ministri alla prima indagine? il Premier ogni sei mesi. Ci sono dei modi di fare che sono fatti per chiarire e difendere lo stato delle cose. Ci vogliono cinque minuti per denunciare, un anno e mezzo per difendere. Governare significa anche poter risolvere queste cose". 

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