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Megastore all'ex-Salvarani: almeno 20 milioni di euro di indennizzo in caso di revoca

Polemiche in commissione tra 5 stelle e Pd. Alinovi: "Esponenti del Pd votarono la delibera". I dirigenti del Comune hanno informato sugli eventuali costi in caso l'opera non si facesse

Nel pomeriggio di mercoledì 28 settembre si è svolta la Commissione che avrebbe dovuto discutere della posizione dell'Amministrazione e delle opposizioni in merito al progetto, già in fase avanzata con la richiesta già fatta al Comune del permesso a costruire, per la realizzazione di un megastore, un centro commerciale gigante che andrebbe a mettere all'angolo tutti i Centri commerciali finora presenti a Parma: si parla di 110 mila metri quadrati di superficie che verrebbe impiegata per la realizzazione del mega progetto. Un progetto, approvato ai tempi della giunta Vignali e giunto ora a questa nuova fase. Con un ricorso al Consiglio di Stato ancora pendente ma la strada sembra seganta:< non c'è volontà, da parte dell'Amministrazione, di prendere in mano la situazione per cercare di giugere ad accordi con la ditta Pizzarotti, che costruirà il Centro commerciale.

L'assessore Alinovi ha spiegato come, dal suo punto di vista, sia impossibile revocare le autorizzazioni alla costruzione dell'opera poichè questa scelta comporterebbe spese insostenibili da parte del Comune: "Per l'Amministrazione sarebbe un suicidio, in un anno si spendono 38 milioni di euro per tutte le opere pubbliche del Comune". Bertolini, dirigente del Comune ha dichiarato che "ci sarebbe il rischio di default per il Comune se decidessimo di non fare l'opera

Il consigliere Mauro Nuzzo è intervenuto: "Ci stiamo spaventando dei costi in caso di revoca ma non consideriamo quali sarebbero i costi dell'edificio sociale con la perdita del commercio di vicinato in conseguenza dell'apertura del megastore. La creazione del megastore incide dell'edificio sociale, perché mancano i dati sulla valutazione dell'impatto che avrebbe.

Confesercenti era presente in Commissione: "Siamo contrari come lo siamo sempre stati, i 20 milioni di euro possono sembrare tanti ma forse potrebbe esser peggio aver questo commerciale". Ascom:"E' stato fatto un ricorso al Tar nel 2006, la sentenza, che è arrivata solo nel 2013, non parlava del contenuto dei ricorso ma solo del fatto che come associazione di categoria non avremmo avuto i requisiti per fare il ricorso. Nel giugno del 2013 abbiamo fatto un ricorso al Consiglio di stato. tuttora pendente

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