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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Calcio

Man e Mihaila, voci fuori dal coro

Il primo non incide più e sembra intestardirsi di gara in gara. Il secondo è nervoso, a Cittadella potrebbe andare verso l'esclusione

Se il Parma di Krause è una delle delusioni maggiori di questo inizio di stagione, non è solo per la posizione di classifica che occupa. Tutto sommato, in un campionato di Serie B sempre acceso, pronto a lanciare e rilanciare sorprese a dispetto di eventuali favorite, servono un paio di vittorie per tirarsi fuori dai guai e cominciare a guardare il mondo da un’altra prospettiva. Se il Parma è partito lento è anche perché le qualità dei suoi uomini migliori non sta emergendo. Dennis Man, su tutti, sembra allergico al lavoro di squadra, pare si sia messo in testa di voler risolvere la cosa per fatti suoi, senza l'aiuto dei compagni. Ma di sicuro è una sensazione sbagliata, la nostra, favorita dal fatto che il romeno - aiutato dal suo straordinario talento - crede di poter strafare perché sa che è più forte degli altri, ma così non lo sta dimostrando. A gennaio sono state rifiutate diverse offerte, Krause lo ritiene fondamentale per il suo progetto. Ed è stato il presidente a blindarlo, ritenendo inadeguata anche la proposta del Lille di portarlo in Francia.

A proposito di Krause. E’ che da quando il presidente americano è atterrato sul mondo Parma, non gli è andato bene niente: 5 vittorie solamente da quando è diventato presidente. Tra Serie A e Serie B. 15 i pareggi a cavallo delle due annate, ben 27 le sconfitte da quando è a capo di una società che ha - giustamente - creato a sua immagine e somiglianza, infarcendola di figure professionali altamente qualificate (la maggior parte, almeno a leggere il curriculum) con l’ambizione di portarla al pari livello delle big d’Europa. Ma dopo un anno e un paio di mesi, in tasca gli resta una retrocessione segnata da un ultimo posto in classifica, più un attuale quindicesimo posto in Serie B, oltre a un patrimonio economico extra solido. Le aspettative, diciamoci la verità, erano ben altre al momento della firma.

Accecato dai riflettori del calcio, KK si è preso la scena decidendo spesso le strategie e dettando - come succede a ogni presidente - la linea, senza la voglia di delegare e vivendo tutto da protagonista. Celebre la trattativa che ha portato al Parma il talento proprio il romeno Dennis Man, trattato a lungo anche da Daniele Faggiano, all’epoca direttore sportivo del Parma, negli anni passati, ma mai preso per via dei costi eccessivi. Che non hanno certo rappresentato un ostacolo per Kyle Krause, lesto a sborsare 12 milioni più 3 di bonus dopo che la trattativa era saltata, per accaparrarselo. L’arrivo a Parma da star, in aereo privato con tanto di atterraggio al Verdi, accompagnato dai suoi agenti e dal padre, ha creato parecchie aspettative, ma al momento le stesse sono state disattese da un rendimento non all’altezza. Non regge - infatti - il rapporto resa-spesa: se l’anno scorso, al primo affaccio lontano da casa aveva l'alibi dell'adattamento, (14 presenze, spezzoni, per lo più, e 2 gol solamente) lasciando intravvedere parecchi margini, oltre che una tecnica importante, quest’anno in Serie B non ha approcciato bene.

Non tanto in termini numerici, due gol in sei partite, quanto per atteggiamento. Discutibile, a livello di attitudine e voglia di sacrificarsi. Maresca gli dice di dover partire largo sulla linea di fondo, creare la superiorità numerica con la sua corsa e velocità, o andare dentro a giocare per sfruttare il sinistro. Ma anche un lavoro in fase difensiva: cosa che non ha fatto domenica. E che in generale fa in maniera ‘passiva’. Contro la Reggina, Di Chiara ha infilato il povero Coulibaly più volte, con il terzino destro lasciato senza sostegno dal romeno, mai pronto al raddoppio o al ripiegamento difensivo.

Maresca l’ha sostituito dopo che era stato anche ammonito. Stesso discorso è valso per Mihaila, che più del connazionale ha saputo incidere nella sua esperienza a Parma. E’ arrivato anche prima, va detto, ma ha messo a disposizione del gruppo la sua corsa e il suo sacrificio. Un giocatore che vive di strappi come lui diventa poco lucido sotto porta, comprensibile. Ma domenica non è piaciuto neanche Valentin, che al pari del compagno, è stato sostituito dopo 77’ di niente, segnati solo da un giallo. Nervoso, poco propenso come Man al gioco di squadra, non ha lasciato niente sul campo. Eppure sono i calciatori ai quali il Parma si appiglia maggiormente per sperare di mettersi più al sicuro e tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Ma se il loro atteggiamento non ripaga la fiducia accordatagli dal tecnico, per come sta giocando adesso il Parma, la squadra farà fatica a sostenerli. 

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