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Il reparto Prevenzione Crimine della polizia rischia la chiusura

La denuncia di Andrea Longhi, segretario regionale del sindacato autonomo di polizia Sap

E' protagonista di numerose attività di controllo per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti e le attività criminali a Parma, soprattutto nei quartieri più a rischio sicurezza e degrado. Ora il reparto Prevenzione Crimine 'Emilia Romagna Occidentale' di Reggio Emilia, da sempre considerato un fiore all'occhiello della polizia di Stato, rischia la chiusura. Lo avrebbe deciso il Ministero dell'Interno. Andrea Longhi, segretario regionale del sindacato autonomo di polizia Sap denuncia la situazione che si è venuta a creare e chiede l'intervento delle Istituzioni di Parma. 

"No alla chiusura del reparto Prevenzione Crimine “Emilia Romagna Occidentale” di Reggio Emilia - esordisce il sindacalista. La competenza nelle province di Reggio Emilia, Modena, Parma, Piacenza di questo reparto dovrebbe essere già da sola sufficiente a comprendere l’importanza di questo Ufficio la cui specialità è il controllo del territorio. I dati lo dimostrano: nel 2023 sono stati impiegati complessivamente più di 2 mila equipaggi che hanno controllato più di 50 mila persone di cui molte pregiudicate. Durante questa attività sono state denunciate più di 100 persone. Le unità operative sono state impiegate anche nelle zone di spaccio di stupefacenti ed hanno eseguito svariati arresti e sequestrati considerevoli quantitativi di droghe". 

"Quotidianamente il reparto - prosegue Andrea Longhi - viene impiegato per il pattugliamento delle zone in cui imperversa la microcriminalità individuate dai vari Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica provinciali. Per il Ministero dell’Interno questo Reparto può essere considerato uno spreco tanto da paventarne la chiusura". 

"Per il SAP, invece, il Reparto Prevenzione Crimine deve essere considerata risorsa in virtù del contributo che offre proprio nel controllo del territorio. E’ innegabile che la presenza di equipaggi in strada possa essere considerato un deterrente. Negli anni il SAP è stato sostenitore di una razionalizzazione delle risorse ma questa non può essere raggiunta con un semplice taglio lineare senza un progetto chiaro ed organico. Pertanto, chiediamo un intervento di tutte le istituzioni locali ed in particolare di quelle delle Province di Reggio Emilia, Modena, Parma e Piacenza"  

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