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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Sandokan si è pentito dopo dieci anni nel carcere di Parma

La vicenda dell'ex boss dei Casalesi Francesco Schiavone è legata alla nostra città

Francesco Schiavone, detto Sandokan, è rimasto per quasi dieci anni - dal 2014 al 2023 - nella sezione 41 bis del carcere di via Burla a Parma. La sua scelta di pentirsi e di collaborare con la giustizia, sarebbe emersa proprio mentre si trovava nel penitenziario di massima sicurezza. Nel gennaio del 2023 è stato poi trasferito nella sezione 41 bis del carcere dell'Aquila. 

Come mai arriva ora la decisione di "pentirsi"? La decisione di "Sandokan" potrebbe anche essere un messaggio a qualcuno a non provare a riorganizzare il clan, un modo per mettere una pietra tombale sulle aspirazioni di altri possibili successori. La collaborazione di Francesco Schiavone potrebbe far luce su alcuni misteri irrisolti, come l'uccisione in Brasile nel 1988 del fondatore del clan Antonio Bardellino, o sugli intrecci tra camorra e politica.

L'inizio con la collaborazione avviene al culmine di quello che sembra essere stato un passaggio graduale, iniziato già lo scorso anno. Era gennaio del 2023 quando, intervenendo nel corso del processo per il triplice omicidio di  Luigi Diana, Nicola Diana e Luigi Cantiello - avvenuto nel 1983 -, aveva chiesto il rito abbreviato

Francesco Schiavone è in carcere ininterrottamente da 26 anni: è stato arrestato in un bunker nel 1998. Il bunker se l'era costruito sotto la sua enorme villa al centro di Casale: un appartamento di cento metri quadrati senza porte e finestre, ma con cunicoli e grotte naturali come vie di fuga. Si consegnò al capo della Dia di Napoli Guido Longo quando sentì sbriciolarsi il muro che divideva il suo rifugio dal resto della casa.

A confermare l'avvio della collaborazione con la giustizia sono anche la Direzione Nazionale Antimafia e la Direzione distrettuale Antimafia della Procura di Napoli, che da alcune settimane hanno avviato i primi colloqui con l'ormai ex boss del clan dei Casalesi. Sandokan" Schiavone era ritenuto uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, custode di importanti segreti mai svelati. Sconta l'ergastolo per diversi omicidi; prima di lui hanno deciso di pentirsi il figlio primogenito Nicola, nel 2018, quindi nel 2021 il secondo figlio Walter. Restano in carcere gli altri figli Emanuele Libero, che uscirà di cella ad agosto prossimo, e Carmine, mentre la moglie, Giuseppina Nappa, non è a Casal di Principe.
 

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