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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Il dramma di Thomas, fidentino 18enne tornato in fin di vita dall'Erasmus in Polonia. La madre: "Vogliamo giustizia"

Dalla gioia per la vittoria della borsa di studio all'incubo. Scambiato per un tossicodipendente è stato ricoverato in una struttura e poi trasportato in Italia a spese della famiglia. I genitori a Parmatoday: "Cosa gli è successo? Sono cinque anni che aspettiamo risposte, chi ha rovinato la vita a nostro figlio?"

Era tra i migliori studenti della sua scuola, l'Istituto Tecnico Berenini di Fidenza e proprio per questo motivo era stato selezionato, insieme ad altri nove ragazzi e ragazze dell'Emilia-Romagna, per fare un'esperienza di studio all'estero, un Erasmus a Breslavia (Wroclaw), in Polonia. Thomas Antonini, un giovane studente di Fidenza che all'epoca della partenza aveva 18 anni, è tornato a casa dai genitori in fin di vita, con una trombosi cerebrale venosa in corso che, se fossero passate altre 36 ore, gli sarebbe stata fatale. E' vivo per miracolo e oggi lotta ancora contro quel male. Per lui ogni giorno è un inferno. 

Quando è stato ricoverato d'urgenza nel reparto di Neurologia dell'Ospedale di Vaio di Fidenza - dopo il trasporto dalla Polonia all'Italia con un'ambulanza a spese della famiglia - Thomas era anche ipocalcemico, disidratato e denutrito. Aveva anche dissociazioni da trauma. Ma cos'è successo a Thomas durante il viaggio? Da quel momento la sua vita è cambiata per sempre. Dall'entusiasmo per la partenza all'incubo, che ancora oggi - a distanza di cinque anni - non è finito. I genitori di Thomas stanno lottando per chiedere giustizia: "Cosa gli è successo? Sono cinque anni che aspettiamo risposte, chi ha rovinato la vita a nostro figlio?"

Il malore in ostello: Thomas, scambiato per un tossico, ricoverato per sei giorni 

C'è un evento scatenante nel dramma di Thomas Antonini. Verso le ore 18 del 16 marzo del 2018 Thomas si sente male mentre si trova nell'ostello di Breslavia che condivideva con gli altri due studenti. Il ragazzo ha avuto un malore mentre era in corso una seduta con tutti gli studenti dell'ostello (in alternanza scuola/lavoro) e il tutor. Dopo una giornata di studio e di lavoro torna in camera e, li, succede qualcosa.

Le verità mai chiarite: negata ai genitori la cartella clinica del figlio 

Thomas è molto agitato e quattro infermieri lo bloccano e lo portano in un primo ospedale, poi nel reparto di tossicologia di un secondo ospedale, nella Bassa Slesia. Qui rimarrà sei giorni. In ambulanza con lui non c'era nessuno, oltre agli  infermieri polacchi. Nessuno di loro parlava inglese, lingua invece ben conosciuta da Thomas. Ancora oggi, a cinque anni di distanza, non si sanno le cause di quel malore, anche perchè i genitori non hanno mai ottenuto l'invio, da parte delle autorità polacche, della cartella clinica del figlio. I genitori di Thomas chiedono anche di sapere, dai ragazzi che erano presenti al momento del malore, cosa sia successo. 

Il racconto di Thomas: "Mi hanno bloccato quattro persone, tra cui un uomo ubriaco di 100 chili" 

"Mi hanno bloccato in quattro persone: gli infermieri e il paramedico, oltre ad un uomo di 100 chili ubriaco. Avevo le convulsioni e mi agitavo molto. Mi hanno messo su una barella flessibile nera" ha raccontato Thomas alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' che ha dedicato spazio alla sua storia. Il giovane, che oggi ha 23 anni, grazie ad alcune terapie ipnotiche, è riuscito a far emergere alcuni ricordi di quella giornata da incubo. Thomas viene portato nel reparto di tossicologia dell'Ospedale della Bassa Slesia, quattro ore dopo il malore, verso le 22. Scambiato dai medici polacchi prima per un tossicodipendente e poi per un paziente psichiatrico, per Thomas inizia un secondo dramma. Deve tornare in Italia ma l'assicurazione dell'Erasmus non copre i costi, le autorità polacche nemmeno. 

Costi altissimi per tornare dalla Polonia, a carico della famiglia: "24 mila euro per il trasporto aereo" 

Il giorno dopo il malore il fratello lo raggiunge in Polonia e si attiva subito per farlo tornare in Italia. Thomas sta malissimo e la situazione non sembra migliorare. I costi di trasporto sono altissimi: 24 mila euro per un viaggio con un aereo attrezzato, 15 mila euro per un viaggio in ambulanza. Tutti a carico della famiglia. Alla fine il fratello trova una soluzione più economica in ambulanza e riesce ad organizzare il trasporto in Italia. Quando Thomas arriva lo ricoverano d'urgenza all'Ospedale Di Vaio di Fidenza. "Il Primario disse che se fosse arrivato 36 ore più tardi Thomas sarebbe deceduto" sottolinea il fratello. In ospedale gli viene diagnosticata una trombosi cerebrale venosa in corso. Il ragazzo è anche ipocalcemico, disidratato, denutrito e con forti dissociazioni da trauma. I medici trovano anche un'intossicazione da benzodiazepine, contenute in un farmaco anestetico che, probabilmente, è stato somministrato a Thomas, durante il viaggio da ostello al primo ospedale.

I genitori: "Vogliamo giustizia, chi ha rovinato la vita a nostro figlio?"

La madre ed il padre di Thomas Antonini da cinque anni chiedono giustizia. Cercano in tutti i modi di far uscire la verità su quello che potrebbe essere accaduto al figlio mentre si trovava in Polonia. Un 18enne pieno di vita, con ottimi voti e pieno di entusiasmo per un viaggio di studio, tornato a Fidenza in fin di vita, con dissociazioni da trauma e in condizioni di salute critiche. "Cosa gli è successo? - raccontano i genitori a Parmatoday. Sono cinque anni che aspettiamo risposte, chi ha rovinato la vita a nostro figlio? Siamo stati abbandonati dalle Istituzioni. Quando è partito era un ragazzino bello vispo. Oltre al dolore c'è molta rabbia. C'è omerta assoluta. Tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di rispondere. Stiamo cercando di far uscire la verità e ci appelliamo all'Istituto Berenini, ai Ministeri competenti e all'Ambasciata italiana in Polonia". 

Dai risultati d'eccellenza a scuola all'assistenza dei servizi sociali: "Quando esce di casa siamo con il cuore in gola" 

Thomas, studente modello scelto per la conoscenza ottima dell'inglese (tra i primi dieci in Emilia-Romagna) sollevava i pesi tre volte a settimana, andava a scuola e con gli amici in discoteca. Una vita normale. Soffriva di asma da sforzo ma non aveva altri problemi di salute. Oggi quella vita è distrutta. Anche se Thomas sta cercando di ricostruirla, insieme ai suoi genitori, che gli sono stati vicini in ogni momento. Oggi Thomas è seguito da un terapeuta che gli pratica anche ipnosi, grazie alla quale le dissociazioni da trauma si sono ridotte, pur essendo sempre in agguato. "L'ultima è avvenuta 15 giorni fa - sottolinea la madre Maria Teresa Tettamanzi. Prima dell'ipnosi è un inferno allucinante. Siamo sempre col cuore in gola ogni volta che esce di casa. Oggi svolge un tirocinio grazie all'aiuto delle assistenti sociali. E' seguito dal Comune di Fidenza e da uno psichiatra. Al ritorno dell'Erasmus avrebbe dovuto prendere la patente e diplomarsi. Non ha potuto farlo"

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