Banda di sinti e calabresi in manette: 43 furti in un anno

43 furti in un anno ma si sospetta che siano stati messi a segno altri colpi dal 2012 a oggi da parte della banda composta da 10 persone tra cui nomadi sinti e calabresi, specializzata in furto di casseforti. Chiunque li riconosca chiami i Carabinieri

Il loro obiettivo erano esclusivamente le casseforti, di abitazioni, uffici postali o supermercati. Le modalità per mettere a segno i furti erano sempre le stesse, puntavano abitazioni per lo più isolate e libere per tutta la giornata. Spostavano gli arredi che potevano nascondere le casseforti e con strumenti appositi riuscivano a tagliarle e aprirle sul momento o, in casi di maggiori dimensioni, a estrarle e portarle via ancora chiuse. In questo modo tra il 2009 e il 2010 una banda composta da cutresi e nomadi sinti è riuscita a mettere a segno 43 furti tra Neviano e centri limitrofi, Felino, Sala Baganza, e Parma. Un'indagine che ora ha portato all'arresto di 10 persone ma che ha avuto origine già nel 2010 quando, per individuare i responsabili dei furti, i Carabinieri avevano avviato una serie di controlli, perlustrando nel luglio del 2011 alcuni campi nomadi rinvenendo ingenti quantità di merce provento di furti, tra cui 40 orologi, penne di valore, 19 paia di orecchini d'oro, una cassaforte forzata, oltre a numerosi arnesi da scasso tra cui mazze, picconi, 33 flessibili e pinze. Denunciate a piede libero 8 persone in quell'occasione, alcune di loro poi finite in arresto ieri. Da allora, l'indagine non si è mai fermata, anche sulla base dei numerosi furti messi a segno tra il 2011 e il 2012. Proprio nel marzo del 2012 la svolta con l'arresto per furto di 3 pregiudicati per il colpo alla Conad di Suzzara. I tre nei giorni precedenti avevano disattivato l'allarme per poi cercare di rubare la cassaforte, ma avevano trovato i Carabinieri ad aspettarli, finendo in manette in flagranza di reato. Il perno della banda era B.T., calabrese, che riusciva a mettere a segno anche 5 furti a settimana, portando con se nomadi o calabresi trapiantati nel reggiano per compiere i furti. Con l'arresto di Suzzara la chiusura delle indagini, con la richiesta di misura cautelare in carcere da parte del PM Russo nei confronti di 10 persone, confermata poi ora da quanto dimostrato dalle indagini e dal Gip di Parma Artusi.

Ieri 20 novembre sono finiti in manette T.B.,A. A., G. B.,D.C., R.F., A. G., A.G., E. T.,E.T. e G. Si tratta di 7 nomadi sinti e 3 calabresi dei quali uno domiciliato a Parma da anni e gli altri due nel reggiano. Un'operazione complessa anche per gli arresti, avvenuti ieri con l'impiego di 50 carabinieri, di cui 8 della Compagnia di Reggio Emilia e Guastalla, impiegato anche il nucleo cinofilo e chiesto l'aiuto dei carabinieri di Fidenza e Salsomaggiore per le cinturazioni nei campi nomadi nel reggiano, tra Cavriago e Ca'del bosco, prima di effettuare gli arresti. Nel corso degli arresti per associazione a delinquere e furto aggravato sono stati sequestrati 8 cellulari, 3 fotocamere, una videocamera, 2 grimaldelli per aprire le serrature e un rolex, nascosto nella cassetta del wc. Inoltre rinvenuto anche un disturbatore di frequenze, era utile ai ladri per far si che non ci fosse campo per i telefoni cellulari e quindi, nell'eventualità di essere scoperti o notati dai vicini, nessuno potesse chiamare aiuto. Due dei tre calabresi sono stati arrestati nel reggiano, mente il terzo a Cutro, dove si era recato pochi giorni prima. I Carabinieri chiedono la collaborazione dei cittadini nel riconoscimento dei volti degli arrestati, che mostrano a volto scoperto perchè sospettano siano responsabili anche di altri furti compiuti tra il 2012 e il novembre 2013. Per questo, chiunque dovesse riconoscere qualcuno di loro come responsabile di un furto, può contattare la Compagnia dei Carabinieri di Neviano allo 0521 743134.

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