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18enne alla guida sotto effetto di cannabis e senza patente arrestato per omicidio stradale

Il conducente della Renault che si è schiantata il 10 agosto, provocando la morte di Simone Zarotti, è agli arresti domiciliari nella casa del padre a San Quirico: aveva solo l'abilitazione per motocicli. Rischia dagli 8 ai 12 anni di carcere

Il 18enne che guidava l'auto che si è schiantata a Viarolo il 10 agosto è stato arrestato per omicidio stradale. In seguito all'incidente il 18enne Simone Zarotti è morto il 17 agosto dopo alcuni giorni di ricovero in condizioni gravissime all'Ospedale Maggiore di Parma. Il conducente della Renault che è uscita di strada dopo aver sbandato mentre si trovava sulla provinciale di Viarolo è stato trovato positivo al narcotest per la cannabis.

Il giovane, arrestato aveva solo l'abilitazione per i motocicli A1 e nessun foglio rosa. Gli esami del sangue e delle urine hanno evidenziato l'uso di stupefacenti che aggraveranno la penam così come il fatto che fosse alla guida senza patente. E' prevista la reclusione dagli 8 ai 12 anni: il giovane non potrà entrare in possesso di patente di guida per 15 anni. Il suo tasso alcolemico è inferiore allo 0.8, limite imposto, era allo 0.5. Però i test medici hanno confermato che il ragazzo ha fatto uso di cannabinoidi. I rilievi tecnici hanno permesso di stabilire che non sono state coinvolte terze macchine, al contrario di quanto affermato dal ragazzo che sosteneva, nel luogo dell'incidente, di aver causato tutto per schivare una macchina che aveva fatto una manovra azzardata. Sulla macchina sarebbe dovuto salire anche un sesto ragazzo. Il ragazzo è residente a Collecchio ed è agli arresti domiciliari, nella casa del padre che abita a San Quirico (Sissa Trecasali). Si è chiuso in un silenzio sconvolgente, i genitori sono distrutti. Il conducente, l'arrestato, aveva al fianco il figlio della compagna del padre

lA NOTA DEI CARABINIERI - I Carabinieri della Stazione di Roccabianca, in collaborazione con quelli di San Secondo Parmense, hanno eseguito la misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Parma, a seguito delle indagini coordinate dalla dott.sa Paola DAL MONTE della Procura di Parma, ponendo agli arresti domiciliari il giovane che la notte del 10 agosto 2016, in Viarolo (PR), aveva cagionato il sinistro stradale a seguito del quale era deceduto, il 17 agosto 2016, il diciottenne ZAROTTI Simone di San Secondo Parmense. 

A seguito del drammatico evento, grazie ai rilievi del sinistro e ai successivi accertamenti svolti, si è proceduto, per la prima volta in Provincia di Parma, all’applicazione delle disposizioni che prevedono il reato di “Omicidio Stradale e Lesioni personali stradali gravissime” (articolo 589 bis e 590bis del codice penale introdotto con Legge 23 marzo 2016 nr. 41). 

La nuova normativa prevede infatti un incrementato delle pene per coloro che, a causa di condotte illecite mentre si trovano alla guida di veicoli, provocano delle lesioni gravissime e/o il decesso altrui. 

Nel caso specifico la notte del 10.08.2016, il giovane si è posto alla guida dell’autovettura di proprietà della madre di uno dei quattro trasportati, prelevando il mezzo all’insaputa della proprietaria, senza essere neanche in possesso della patente di guida per il veicolo risultando anche positivo ai test alcoolemici e tossicologici poi eseguiti. 

L’ipotesi accusatoria sostenuta dal P.M. della Procura di Parma è stata pienamente accolta dal GIP del locale Tribunale che, in ragione della gravità dei fatti e di una possibile reiterazione del reato, ha applicato al giovane la misura cautelare degli arresti domiciliari.

A seguito degli eventi occorsi e delle aggravanti specifiche contestate l’arrestato rischia, in caso di condanna, una pena dai sette ai diciotto anni di reclusione e l’impossibilita di conseguire il titolo abilitativo alla guida per i prossimi trent’anni. Nel contempo permangono gravissime le condizioni dell’altro giovane rimasto ferito nel sinistro stradale, che tutt’ora si trova sempre ricoverato in prognosi riservatapresso il reparto di rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Parma.

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