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L'operaio 63enne è stato trovato morto con la testa spaccata nel capannone: ecco cosa non convince gli inquirenti

Il corpo di Luigi Vilardo, artigiano al quale erano stati commissionati alcuni lavori da parte del proprietario, si trovava ai piedi dell'impalcatura ma nel capannone c'erano numerose tracce di sangue

L'operaio 63enne trovato morto ieri pomeriggio, martedì 27 febbraio, all'interno di un capannone di strada Cava in Vigatto era proprio ai piedi di un'impalcatura, utilizzata dall'uomo per effettuare alcuni lavori di ristrutturazione dello stabile, lavoro per il quale era stato incaricato dal proprietario dell'abitazione, lo stesso che si è accorto del cadavere ed ha chiamato le forze dell'ordine. Il corpo di Luigi Vilardo, artigiano di origine calabrese, si trovava di fianco all'impalcatura: questo dettaglio potrebbe far pensare ad una tragica fatalità ma gli inquirenti non sono convinti del tutto della dinamica dell'incidente. Per diverse ore ieri sono rimasti all'interno dello stabile, insieme alla Polizia Scientifica, per passare al setaccio tutta la struttura ed hanno trovato numerose tracce di sangue in diversi angoli del capannone. Le tracce ematiche saranno analizzate dai laboratori insieme agli effetti personali dell'uomo e ad alcuni attrezzi. Sul posto anche il magistrato Emanuela Podda, che ha ispezionato il capannone alla ricerca di dettagli utili alle indagini. 

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