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La Cisl denuncia: minacce di morte ai dipendenti del Parco del Taro

Il sindacato rende pubblico un grave episodio verificatosi ai danni dei lavoratori del Consorzio Regionale, vere e proprie aggressioni verbali esplicite durante l'orario di chiusura da parte di due persone

La denuncia arriva dal sindacato Cisl Funzione Pubblica Parma. L'intento quello di non tenere nel silenzio la situazione di angoscia vissuta da alcuni dipendenti del Consorzio Regionale Parco del Taro. Si tratta di vere e proprie minacce di morte quelle subite da alcuni lavoratori. Secondo la testimonianza resa nota dalla Cisl, che segue la denuncia alle Forze dell'Ordine, nei giorni scorsi alcuni dipendenti sarebbero stati aggrediti verbalmente da due persone durante l'orario di chiusura della Sede Amministrativa. I motivi riguarderebbero un accanimento da parte di privati in merito alla pretesa attuazione di quanto non è concesso secondo le normative vigenti in merito al territorio.

La colpa degli impiegati sarebbe quella di aver risposto negativamente alle richieste avanzate, in considerazione del rispetto delle norme attuali. Vincoli che riguarderebbero l'ambiente e le sue destinazioni d'uso, secondo quanto affermato da Michele Morfini, segretario generale Cisl F.P. Parma. "Se io privato ho degli interessi e una norma mi impedisce la realizzazione di ciò che voglio, e chiedo una disponibilità non prevista dal regolamento, automaticamente il funzionario è un ostacolo se me lo impedisce. La pretendo e se non la ottengo arrivo a minacciare di eliminare quello che per me è un vero e proprio ostacolo al raggiungimento degli obiettivi. E' la prima volta che ci capita una situazione di tale entità. Vogliamo che le istituzioni prendano coscienza di tutto questo".
Le minacce di morte subite hanno provocato indignazione da parte del sindacato Cisl che in un comunicato afferma "La Federazione sindacale Cisl Funzione Pubblica esprime la propria solidarietà ai dipendenti, la colpa da imputare a questi lavoratori è semplicemente quella che stanno svolgendo il proprio dovere con abnegazione e si stanno attenendo alle leggi e norme previste, ma questo atteggiamento evidentemente è in conflitto con interessi di parte".


Netta la condanna da parte della Cisl che ribadisce "il completo abbandono in cui vengono lasciate le persone, i lavoratori che sono impegnati a rispettare e far rispettare le regole". Un intento di denuncia che cerca di smuovere le coscenze degli amministratori dell'Ente, per combattere la barriera del silenzio che ha fatto sì che non arrivassero dichiarazioni in difesa dei propri dipendenti sottacendo quanto accaduto. "La Cisl Funzione Pubblica definisce ingiustificabile questo atteggiamento, chi sa e chi conosce tutti i datti deve venire allo scoperto, esiste una responsabilità oggettiva che si cela dietro l'episodio, ma tacere non fa altro che agevolare le illegittime pretese".

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