Cgil, Cisl e Uil in Ghiaia: “Sollecitare la politica sui problemi veri del paese”

Cgil, Cisl e Uil chiedono cambiamenti alle legge di stabilità: riduzione delle tasse, ammortizzatori sociali e correzione legge Fornero. Bussandri: "La politica anche a livello locale pensi a problemi veri, non a togliere o meno le vele della Ghiaia

Una giornata di informazione in Ghiaia in vista della manifestazione nazionale del 14 dicembre prossimo quella indetta da Cgil Cisl e Uil nell’intento di chiedere modifiche alla legge di stabilità a pochi giorni dalla sua approvazione, prevista per il 20 dicembre. Secondo le sigle sindacali le priorità del Governo dovrebbero riguardare il lavoro e il sociale, con una riduzione delle tasse a carico di lavoratori, pensionati e imprese aumentando le detrazioni fiscali e modificando quanto potrebbe concretizzarsi riguardo la tassazione degli immobili. Altro punto fondamentale gli ammortizzatori sociali: i sindacati chiedono che il Governo ne assicuri le risorse per arginare le conseguenze della disoccupazione e della crisi economica.

Tra le speranze di Cgil, Cisl e Uil anche la modifica della legge Fornero, giudicata iniqua, pensando in particolar modo alla situazione degli esodati. “Il movimento dei forconi e le manifestazioni di questi giorni non sono altro che collettori di rabbia di chi si trova in situazioni difficili per la mancanza di risposte da parte dello Stato”, tuona il segretario Cgil Massimo Bussandri. Significativa la scelta di indire la manifestazione regionale a San Felice sul Panaro invece che a Bologna come accade di consueto, perché, come spiegato da Italo Fiorani Verardi, Cisl, si tratta di “un centro colpito dal sisma del 2012 che rappresenta un tentativo di risollevarsi dopo il disastro, provando a ricostruire dalle macerie, questo è il messaggio che vogliamo lanciare al Governo, la necessità di ricostruire partendo dal lavoro e dal sociale”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

E proprio per il lavoro che non c’è, il 2013 si chiuderà con 17 mila disoccupati a Parma. Dati sconfortanti se paragonati a quelli degli anni precedenti, nel 2012 tra Parma e provincia sono stati 1200 i posti di lavoro persi, con la chiusura di 300 aziende artigiane.  “Prima della crisi la disoccupazione era al 3,2%, lo scorso anno era al 6,3% ora siamo all’8% - sottolinea Bussandri -. Per il 2014 non si prevede un calo della disoccupazione, per tanti motivi, aspetti contrattuali e anche per la reintegrazione dei cassaintegrati. In tutto questo i nostri politici locali pensano a togliere o meno il tetto al piazzale della Ghiaia”. Per questo secondo quanto sottolineato anche dalla Uil, è quanto mai importante  “investire sulla produttività e riportare l’Italia a essere competitiva  – sottolinea Mariolina Tarasconi –,  sollecitando sui veri problemi del paese la classe politica che sembra indifferente al dramma sociale e alla questione del lavoro che non c’è”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tavolini ammassati e clienti senza mascherina: chiuso un locale di via Farini

  • Coronavirus, a Parma altro balzo: 14 nuovi casi

  • Sequestrati 70 chili di alimenti scaduti in un ristorante di Parma

  • Parma, ipotesi Longo come nuovo Ceo

  • Controlli anti Covid durante la movida: multe ad una cena 'privata' a Chiozzola

  • Krause e il mercato: "A breve annunci: ringrazio i soci, ora decido io"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ParmaToday è in caricamento