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Crac della Parma Motors, buco da 12 milioni di euro: 14 imputati

Il Pm ha chiesto il rinvio a giudizio per gli amministratori dell'ex concessionaria della Bmw, accusati di bancarotta fraudolenta e altri reati

Crac della Parma Motors, l'ex concessionaria della Bmw di via La Spezia, il cui fallimento venne dichiarato il 10 giugno del 2013. Alcuni amministratori della società sono indagati per una serie di reati, tra cui bancarotta fraudolenta, falsità ideologica e ricettazione fallimentare: il Pm Paola Dal Monte ha chiesto il rinvio a giudizio di 14 persone, tra cui lo storico amministratore delegato Franco Madella, il suo successore Marco Antonio Gabrielli, altri amministratori di Parma Motors e della società 'La Casalauto' e Center Auto, oltre a due funzionari di Unicredit. Secondo l'accusa infatti la concessionaria, già nel 2001, avrebbero dovuto portare i libri in Tribunale per la dichiarazione di fallimento e invece portarono avanti una serie di operazioni finanziarie che svuotarono ulteriormente le casse dell'azienda. Nel 2013, quando venne dichiarato il fallimento, il buco era di 12 milioni e mezzo di euro. In particolare l'accusa contro uno degli amministatori è di aver fatto uscire dall'azienda tutto il capitale sociale della società 'La casalauto', un patrimonio immobiliare di 25 milioni di euro. 

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