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Emergenza abitativa, soluzione in vista per Ezzedine e la sua famiglia

Dopo il blocco dello sfratto del 27 aprile tra pochi giorni Ezzedine potrebbe entrare in una casa popolare, gli attivisti della Rete Diritti in Casa denunciano: "C'era bisogno di arrivare a questo punto?"

Sembra la che storia di Ezzedine si stia avviando verso una soluzione positiva dopo il blocco dello sfratto in via Trento del 27 aprile, al settimo ingresso dell'ufficiale giudiziario, grazie al sostegno degli attivisti della Rete Diritti in Casa. Dopo lunghe trattative era stato ottenuto un ulteriore rinvio dello sfratto di quindici giorni. Venerdì 13 maggio Ezzedine e famiglia vedranno infatti presentarsi alla porta di casa l'ufficiale giudiziario per l'ottava volta ma forse prima di questa data avranno già risolto la loro situazione abitativa con l'ingresso in una casa popolare. Del resto si trovano tra i primi trenta nella graduatoria che è stata confermata in modo definitivo qualche giorno fa.

"Speriamo di non arrivare all'ottavo ingresso -sottolinea Katia Torri della Rete Diritti in Casa- Ezzedine è stato contattato dall'ufficio casa e dall'assistente sociale che gli hanno assicurato che a brevissimo gli assegneranno la casa popolare e che comunque ci sarà una soluzione per la famiglia in attesa dell'ingresso nella casa del Comune. Ovviamente alla famiglia andrebbe benissimo, noi vigileremo su questa situazione. C'è bisogno di arrivare a questo punto? Ci sono altri sfratti in questi giorni, due la settimana prossima, tre il 21 giugno, tutte persone che hanno un altissimo punteggio nel bando. Perchè si continua a dire che a Parma si sta facendo tanto per la casa quando se non ci fossero stati i blocchi dello sfratto Ezzedine sarebbe in strada?. Perchè al di là dei proclami e delle reclame politiche non si affronta il problema della casa per le famiglie e reditto più basso, che sono esclusi da tutto?. Speriamo che venerdì per Ezzedine ci sia solo un passaggio di chiavi".

Gli attivisti della Rete hanno anche sottolneato la loro vicinanza agli studenti che continuano a vivere nell'edificio occupato di borgo Tanzi, abbandonato da anni.  "Ribadiamo la nostra solidarietà all'occupazione degli studenti in borgo Tanzi, il problema della casa per gli studenti è grave, loro sono le vittime predestinate di un sistema che si nutre di affitti in nero con posti letto da 300 euro, un costo non sostenibile da uno studente con reddito basso. Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti".

Dopo la perdita del lavoro a causa di un lungo ricovero in ospedale Ezzedine ha dovuto scegliere se pagare l'affitto o mangiare, insieme a sua moglie e ai loro bambini di un anno e mezzo e 4 anni e mezzo. Ora forse potrà vivere tranquillo con la sua famiglia, con un tetto sulla testa, senza il rischio di trovarsi da un giorno all'altro per strada.

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