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Evasione fiscale, frode da 80 milioni: condannata società del parmense

Lo schema era quello, classico, della "frode carosello": l'azienda acquistava merce da imprese estere e le rivendeva senza versare l'Iva. Nel network altre cinque società con sedi tra Roma, Milano e Torino

Attraverso società fantasma acquistava merce da imprese estere e le rivendeva senza versare l'Iva dovuta: così un'azienda del parmense del settore informatico ha evaso, tra imposte e sanzioni, quasi 80 milioni di euro. Gli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate di Parma, innescati da un'attività investigativa della Guardia di Finanza, hanno svelato un articolato sistema di evasione.

Lo schema era quello, classico, della "frode carosello": il primo anello della catena era rappresentato da fornitori comunitari, che cedevano la merce alle società 'cartiere' nazionali, le quali vendevano ad altre imprese, anch'esse italiane. Le operazioni, tuttavia, avvenivano solo sulla carta attraverso l'emissione di fatture false e garantivano alla società "madre" un notevole abbattimento del prezzo di vendita dei prodotti sul mercato. Insieme all'azienda parmense, figurano nel network della truffa altre cinque società, con sedi (del tutto fittizie) tra Roma, Milano e Torino. L'accertamento è stato approvato dalla Commissione Tributaria di Parma, che ha respinto il ricorso della parte, condannata a pagare anche le spese processuali.

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