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Froneri, Bussandri: "Si sta consumando uno scempio, reagiremo con tutta la determinazione possibile"

"L'assemblea ha deciso il presidio permanente ai cancelli: noi metteremo in campo iniziative coinvolgendo tutto il mondo del lavoro parmigiano: non siamo soli, molti si stanno muovendo per i 120 lavoratori che perderanno il posto"

La ditta Froneri del gruppo Nestlè chiuderà. La decisione della multinazionale è stata confermata anche durante gli incontri al Ministero. La delusione dei sindacati e dei lavoratori non ha fermato la loro lotta, attivata per salvare il posto di lavoro di 120 persone (300 in totale se si considera l'indotto). La vertenza Froneri non è una lotta specifica dell'azienda: nei prossimi giorni ci saranno iniziative che coinvolgeranno tutto il mondo del lavoro di Parma e provincia. Abbiamo rivolto qualche domanda al segretario generale della Cgil Massimo Bussandri. 

"L'atteggiamento della ditta Froneri e del gruppo Nestlè è inacettabile -esordisce Bussandri- l'azienda, dopo aver dato rassicurazione che tutto sarebbe tornato come prima, che la produzione ed il sito sarebbero rimaste sul territorio, decide di chiudere, lasciando a casa 120 lavoratori, rimangiandosi la parola data. E' la prima volta che un fatto di questo genere avviene nel completo sfregio delle organizzazioni sindacali, cioè senza alcuna coscienza di responsabilità sociale verso un territorio, verso i lavoratori e le loro famiglie". 

Quali saranno le contromosse del sindacato a questo punto della vertenza?

"E' un fatto nuovo rispetto al quale noi reagiremo con tutta la determinazione che ci sarà possibile. Ovviamente chiediamo che l'azienda torni sulle proprie decisioni, anche se gli incontri al Ministero non hanno sortito gli effetti sperati. Noi riteniamo che ci siano la possibilità di riconvertire quel sito, che quell'azienda continui a produrre, magari facendo prodotti diversi. Parma ha dimostrato nel tempo di poter far fronte anche a crisi aziendali, riscoprendolo le aziende in crisi e affidandole a gestori e a produttori nuovi. In subordine chiediamo che siano attivati tutti gli armotizzatori sociali necessari. L'azienda si sta rifiutando sia di attivare un percorso condiviso o di salvataggio sia di ragionare sugli ammortizzatori sociali".

Dai gruppi Facebook agli appelli del sindaco, all'appoggio dei parlamentari. Qualcosa si sta muovendo...

"Non siamo soli: con noi ci sono le istituzioni, il sindaco di Parma, i parlamentari del territorio e tanta solidarietà diffusa da parte dei cittadini di Parma che hanno capito che questa è una vertenza che riguarda tutto il territorio. In questi giorni infatti si è costituita una rete importante: una multinazionale improvvisamente decide di andarsene senza nessuna responsabilità sociale e senza nessuna reputazione da salvaguardare sul territorio. Dopo l'esito non positivo dell'incontro al Ministero l'assemblea delle maestranze ha deciso il presidio permanente davanti ai cancelli della Froneri. Si sta consumando uno scempio del lavoro sul nostro territorio, attuato da una multinazionale che ha la testa a migliaia di chilometri di distanza: metteremo in campo tutte le iniziative possibili, coinvolgendo il mondo del lavoro parmigiano"

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