Giornata contro la violenza, Pizzarotti: "Denunciate chi vi fa male"

La lettera del sindaco per il 25 novembre: "Serve una lotta attenta, perché la violenza di genere non è questione di ordine pubblico, ma una crepa profonda nella società"

La fiaccolata in ricordo di Michelle, giovane uccisa dal fidanzato

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Oggi si svolgeranno alcuni eventi, dopo quelli dei giorni scorsi, in occasione del 25 novembre: in Prefettura alle ore 10 ci sarà la consegna dei fiocchi bianchi mentre al Cavagnari la Pm Lucia Russo incontrerà gli studenti.

Ecco la lettera del sindaco Federico Pizzarotti. "Il progresso di una società si manifesta col rispetto per la dignità umana. Se in Italia troviamo ancora focolai di razzismo, discriminazione sessuale e violenza di genere, allora la nostra società non sa parlare la lingua del progresso e della dignità. Nel nostro Paese si contano all’anno 14 milioni di episodi di violenza contro le donne. Sono numeri, ma dietro ai numeri c’è molto di più: la devastazione del capitale sociale, l’imbarbarimento della qualità della vita, la violenza psicologica verso i figli, o verso madri e padri, una costante mancanza di credibilità verso le Istituzioni e la vita democratica. Diamo un nome alle cose, senza paura di gridarle, perché soltanto riconoscendole le possiamo combattere: la violenza contro le donne è sintomo di una basso grado di civiltà della nostra società.

La politica è la prima realtà chiamata ad arginare questo male diffuso, con leggi robuste ed efficaci che sappiano unire civiltà e modernità e che prevedano sia misure di prevenzione che di repressione. Serve una lotta attenta, perché la violenza di genere non è questione di ordine pubblico, ma una crepa profonda nella società.

Ma pur arginandolo, le leggi non sono comunque medicine che curano il male. Bisogna parlarne, sensibilizzando le giovani generazioni per un vero cambio culturale; e il primo cambiamento deve partire dall’uomo: la donna non è un oggetto di tutela, ma un soggetto con diritti. A tal proposito sono particolarmente orgoglioso dell’impegno di Parma verso la sensibilizzazione al tema, in questi giorni e con numerosi appuntamenti concentrata a dibattere sulla difesa della dignità della donna. E non poteva che essere così:  la nostra città, anche recentemente, è stata teatro di drammi che hanno sconvolto l’esistenza di alcuni concittadini, privandoli dell’affetto di una figlia e della compagnia di un’amica. Parma è una comunità che non dimentica.  A loro va l’abbraccio della città.

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Politiche contro la violenza, e sensibilizzazione ad un cambio culturale, trovano infine terreno fertile e risposte al dolore se si ha il coraggio di denunciare i propri aguzzini. I dati ci raccontano che 93 donne su 100 non denunciano le violenze domestiche per paura di ritorsioni. Si trovi il coraggio di farlo, credendo di più nelle persone che si hanno accanto, nelle Istituzioni, nelle forze dell’ordine, nella difesa dei propri diritti. Denunciate chi vi fa del male. Il 25 novembre deve servire alla società per riflettere, con la consapevolezza che il livello di civiltà che ci manca può essere raggiunto, ma una volta acquisito non è garantito per sempre: va coltivato e curato continuamente".

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