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"Abbiamo chiesto sicurezza e diritti, ci hanno licenziato": la protesta dei carrellisti della Nestlè

Impiegati da oltre 20 anni nello stesso magazzino con diverse cooperative nel corso del tempo quattro carrellisti, punti centrali del lavoro alla Nestlè con contratto a tempo indeterminato, si trovano da un giorno all'altro senza lavoro. Ecco cosa avevano denunciato...

"Lavoro in questo magazzino come carrellista dal 1984". Esordisce così uno dei lavoratori licenziati in seguito alla disdetta del contratto di Nestlè con la cooperativa Sefim, che a partire dal 31 gennaio 2015 non ha più l'appalto all''interno del magazzino delle materie prime e dei prodotti finiti. Così ha deciso di licenziare i quattro lavoratori che prestavano il loro servizio lavorativo specializzato da anni, prima con le cooperative che si sono succedute nel corso degli anni, prima la Tanara e poi la Italgel spa, dal 2009 la Sefim. I lavoratori, supportati dalla Filt Cgil hanno reso noto alcune problematiche, tra le quali le condizioni di sicurezza che, secondo i lavoratori, non erano adeguate. "Lavoravamo anche all'interno della cella frigorifera a  -27 gradi e nel turno di lavoro c'era un solo carrellista e nessun responsabile. Non sarebbe stato possibile individuare, in caso di emergenza, da dove era stato fatto scattare l'allarme". Per tutti gli anni di appalto dell'ultima cooperativa poi i carrellisti hanno lavoratoro con il Contratto nazionale dei lavoratori delle pulizie e non con quello dei Trasporti e della Logistica, ovvero il contratto previsto per questo tipo di mansioni. La Filt Cgil ora chiede un confronto con l'azienda per arrivare ad un reintegro dei quattro lavoratori che si sono ritrovati senza impiego dopo anche 20 anni di lavoro all'interno dello stesso magazzino. 

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