Maxime è Cavaliere: "Che sorpresa, vi racconto la mia vita da volontario"

Mbanda, terza linea delle Zebre e della Nazionale italiana di rugby, ha c "L'unico rammarico è non aver cominciato prima"

Maxime Mbanda - foto Ansa

E’ uscito dalla mischia indenne, portando l'ovale alto e fiero alla meta. Si potrebbe riassumere così l’ultimo periodo della vita di Maxime Mbanda, la terza linea delle Zebre e della Nazionale Italiana di Rugby, sport che da sempre si distingue per fatti che vanno al di là delle gesta riprodotte sul campo dagli interpreti. Tutto o quasi all’insegna del fair play, di un clima disteso che si sviluppa dopo i contatti – alle volte proibitivi – che si ripetono all’interno del campo da gioco. Mamma italiana, papà congolese, Maxime è nato a Roma ed è cresciuto a Milano, da quattro anni risiede a Parma, dove è diventato una colonna della squadra di rugby delle Zebre e da qualche ora è anche Cavaliere della Repubblica, nominato dal Presidente Sergio Mattarella in persona: “Voglio ringraziare le persone che da anni portano avanti l’attività di volontariato, agiscono in silenzio – spiega il volontario della Croce Gialla di Parma –. Voglio esprimere il mio rammarico per non aver aderito prima a queste situazioni”. Schiva i complimenti come se fossero avversari, Maxime, fino a quando non può fare a meno di incassarli con merito. “E’ stata una notizia inaspettata, ricevere questa onorificenza è per me motivo di orgoglio. Al Presidente Mattarella vanno i miei ringraziamenti. Per me è un periodo speciale, non ho ancora realizzato cosa mi è successo ma posso certamente dire che il mio impegno non finirà qui.  Mi sono ripromesso di portarlo avanti fino alla fine. E invito tutti a rivolgersi alle proprie associazioni di riferimento perché siamo in tanti e potremo agire meglio. Non è finita qui. Sappiamo che il virus non è più minaccioso come prima, ma dobbiamo stare comunque attenti e favorire i medici al controllo di esso. Mettiamoci del nostro osservando quelle che sono le norme: mantenere il distanziamento sociale, rispettare le regole ed evitare assembramenti inutili. Solo così saremo tutti al sicuro tra qualche tempo”. Maxime va oltre il rugby. Ha trovato la sua America a Parma e la sua attività di sportivo si concilia con quella di volontario a servizio della gente comune. A proposito di America, non passa certo inosservata la situazione che ha scatenato la morte di George Floyd. “Molte reazioni non sono propriamente positive – commenta Maxime che è sensibile al tema del razzismo -, ma in modo pacifico e senza mettere a rischio l’incolumità della gente, bisogna dire al mondo che esistono persone diverse tra loro, che possono convivere in maniera pacifica e senza problemi. Dobbiamo rendere il mondo più unito, il razzismo non è solamente bianchi contro neri ma ha molte manifestazioni odiose. Da condannare sempre”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I ristoratori si ribellano: "Il 15 gennaio apriremo nonostante i divieti"

  • Le regole dopo il 15 gennaio: ecco quando si potrà andare a trovare parenti e amici

  • Ecco cosa si può fare da lunedì 11 gennaio a Parma

  • Via al decreto gennaio, restrizioni fino a marzo: vietato uscire dalla regione, solo in due dagli amici

  • Parma scongiura la zona rossa

  • Dal 16 gennaio Parma rischia la zona rossa

Torna su
ParmaToday è in caricamento