Lavoro, nel 2012 cala la domanda: assunzioni da 13 imprese su 100

Ricerca Excelsior della Camera di Commercio. Quasi 5.600 le assunzioni previste nel 2012, in calo complessivamente del 38,6 per cento rispetto al dato 2011. Orientamento verso il personale laureato e diplomato

Il centro per l'impiego di Parma

La difficile situazione economica pesa sulle previsioni di assunzione delle imprese parmensi per l'anno in corso. Quasi 5.600 le assunzioni previste nel 2012, in calo complessivamente del 38,6 per cento rispetto al dato 2011. 6330 le uscite, con una perdita secca di 740 unità di lavoro. Sono queste alcune delle previsioni espresse dalle imprese di Parma a marzo di quest’anno nell’ambito della ricerca Excelsior, l’indagine sulle dinamiche occupazionali in ambito nazionale, regionale e provinciale, realizzata da Unioncamere e autorizzata dal Ministero del Lavoro.

Il mercato del lavoro: entrate, uscite, saldi
A livello provinciale lo scenario occupazionale si presenta in deciso peggioramento. In termini assoluti saranno quasi 5.600 le assunzioni che le imprese parmensi prevedono di effettuare nel 2012, in calo complessivamente del 38,6 per cento rispetto alle previsioni del 2011. Le uscite dovrebbero fermarsi a 6.330 unità, una previsione migliore di quella del 2011. E' dunque la debolezza delle entrate la principale determinante del saldo negativo (-740 unità). Arretra, in definitiva, l'iniziativa degli imprenditori a generare nuova occupazione e non c'è sufficiente compensazione con la tendenza a "mantenere" i livelli occupazionali esistenti.

A ridursi, complessivamente, è anche la percentuale delle imprese di Parma che prevedono di inserire nuove risorse nel 2012: solo il 13,2 per cento, la quota più bassa degli ultimi cinque anni. Il dato provinciale è inferiore a quello regionale (14,8) e alla media nazionale (14,4). Previsioni occupazionali per settore economico. Il 73,2 per cento delle 5.590 assunzioni previste nel 2012 sarà rappresentato da lavoratori non stagionali, con un'incidenza sul totale di questa tipologia in crescita di quasi 5 punti percentuali rispetto al 2011. Sono le imprese industriali (57,7 per cento) a registrare un aumento di oltre 5 punti percentuali di lavoratori non stagionali. Nei servizi la percentuale di assunzioni non stagionali rappresenta l'81,3 per cento, e risulta in diminuzione di oltre un punto percentuale.

Il titolo di studio
La domanda delle imprese della provincia di Parma per il 2012 evidenzia un forte orientamento verso il personale diplomato e laureato. Le assunzioni di lavoratori in possesso del diploma di scuola secondaria superiore raggiunge il 43 per cento, vale a dire quasi nove punti percentuali in più rispetto alle previsioni del 2011, e rappresenta la quota più alta rilevata dal Sistema Informativo Excelsior, arrivato alla sua quindicesima annualità.

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La richiesta di personale laureato cresce di oltre 4 punti percentuali rispetto allo scorso anno e arriva a rappresentare il 15,2 per cento, quota più alta degli ultimi 5 anni. Crolla la richiesta di lavoratori con qualifica professionale che passa dal 18,1 per cento del 2011 al 6,2 del 2012, mentre risulta pressoché stabile quella con nessuna formazione specifica. Nel 2012, nella nostra provincia, sono previste 620 assunzioni in cui è necessaria una laurea. In valore assoluto sono diminuite rispetto allo scorso anno quando ne erano previste 720. La richiesta si orienta per il 27,4 per cento (170 unità) verso gli indirizzi di ingegneria. Rispetto al 2011 cala drasticamente la richiesta di laurea a indirizzo economico.

I giovani e il lavoro
Nelle previsioni delle imprese parmensi per il 2012, torna a crescere la propensione ad assumere personale all'interno del segmento giovanile (fino a 29 anni). Le assunzioni previste di personale non stagionale con meno di 30 anni, infatti, saranno il 35,6 per cento del totale (erano il 27,9 per cento nel 2011). Il dato provinciale è superiore sia al valore medio regionale (30,7 per cento) sia a quello nazionale (35,5 per cento). Maggiore propensione ad assumere personale al di sotto dei 30 anni viene manifestata dai servizi (37,1 per cento) che risulta in crescita rispetto al 2011, quando era al 24,7 per cento. Nell'industria la percentuale di giovani si ferma al 31,7 per cento, in calo rispetto al dato dello scorso anno (33,6 per cento).

Le forme contrattuali
In provincia di Parma diminuisce la quota sia di contratti a tempo indeterminato sia di assunzioni a tempo determinato, rispettivamente al 40,8 e 40,6 per cento (erano al 42,4 e 46,3 per cento nel 2011). Scendono a 1.670 le assunzioni regolate da contratti a tempo indeterminato, rispetto alle 2.890 del 2011, mentre le assunzioni a tempo determinato sono 1.660, con una diminuzione di 1.230 unità rispetto al 2011.
Cresce la quota di contratti di apprendistato che pesano per 11,2 per cento delle assunzioni di non stagionali (erano il 7,7 per cento nel 2011), e le "altre forme contrattuali" con una quota che arriva a rappresentare il 7,1 per cento. Sono escluse dalle precedenti analisi le 1.500 assunzioni stagionali, per loro natura destinate ad essere temporanee.

I canali di selezione
Relativamente ai canali di selezione, il rapporto Excelsior non esprime previsioni ma precisi numeri a consuntivo 2011. La modalità maggiormente utilizzata dalle imprese per individuare e selezionare il personale risulta essere la conoscenza diretta, da intendere come la possibilità di "testare" attraverso contratti a termine o di collaborazione, tirocini o stage il candidato prima di procedere all'assunzione. Il 46,6 per cento delle aziende provinciali nel 2011 ha effettuato un'assunzione per conoscenza diretta del candidato, in aumento rispetto all'anno precedente. Seguono le banche dati aziendali (23,7 per cento), la segnalazione da parte di conoscenti e fornitori (11,9 per cento in leggero aumento), gli intermediari, come le società di lavoro interinale (4,7 per cento, era il 5 nel 2010), gli intermediari istituzionali, quali i centri per l'impiego (3,7 per cento in leggero aumento, erano a 2,9 nel 2010) le società di selezione, associazioni di categoria e internet (3,0 per cento contro 5,6 dell'anno precedente).

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