Minaccia una strage con la pistola in mano, infermiere molesta una collega in ospedale: condannato per violenza sessuale

Il Tribunale di Parma ha condannato a due anni il 64enne anche per porto abusivo d'armi: si era presentato al lavoro con l'arma

Le molestie contro una sua collega di lavoro, di diciassette anni più giovane di lui, sarebbero andate avanti per anni, tra il 2014 ed il 2017. Un operatore sanitario parmigiano di 64 anni è stato condannato dal Tribunale di Parma a due anni di reclusione per i reati di violenza sessuale e porto abusivo d'armi: il giudice ha deciso per la sospensione condizionale dlela pena. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la vittima, una sua collega che svolge il lavoro di operatrice sanitaria, avrebbe subito abusi durante l'orario di lavoro: palpeggiamenti nelle parti intime, tentativi violenti di approccio.

In un'occasione l'uomo avrebbe anche mostrato una pistola alla donna, minacciando di fare una strage contro i dirigenti che avevano deciso un suo spostamento di reparto. La donna, che per anni non è riuscita a parlare delle molestie subite ai colleghi, nel gennaio del 2017 aveva deciso di confidarsi con un'amica psicoologa e poi con il marito. Un giorno infatti il coniuge della donna si era recato sul lavoro ed aveva intimato al collega che la molestava di smetterla. La denuncia della donna è stata fatta ai carabinieri qualche giorno dopo. Da lì le indagini e l'inizio dell'iter processuale: il 64enne dovrà pagare una provvisionale di 5 mila euro alla collega. 

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