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Omicidio Habassi: due parmigiani e quattro rumeni arrestati

Sono ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall'aver approfittato di condizioni di tempo tali da ostacolare la privata difesa. Il gruppo ha agito sotto l'effetto di alcol e cocaina

Sono in sei gli arrestati per l'omicidio di Mohammed Habassi l'uomo di 34 anni ucciso brutalmente nella notte tra lunedì e martedì a Basilicagoiano. Si tratta di L. D. V.,  46 anni parmigiano di A. A., 42 anni sempre di Parma, noto fumettista, e B.C. 39 anni, C.V. 23 anni, T.I. 30 anni, V.I. 30 anni., tutti e tre operai di nazionalità rumena. L. D. V., compagno della proprietaria dell'appartamento in cui risiedeva Habassi, avrebbe organizzato con alcuni conoscenti l'omicidio la sera stessa all'interno del Buddha Bar di Sala Baganza, di cui è titolare. Il gruppetto si è recato a casa dell'uomo a bordo della Range Rover sequestrata, sotto l'effetto di alcol e cocaina, armato di una spranga, mazza da baseball, martello e pinze e ha fatto irruzione nell'appartamento dove il trentaquattrenne si trovava con un altro uomo che si è salvato fuggendo dalla finestra e ha dato l'allarme. L'irruzione poco dopo la mezzanotte, mentre uno dei rumeni rimaneva a fare il palo Habassi è stato torturato dai sei uomini e sarebbe stato proprio L. D. V. a strappargli un alluce del piede destro e il mignolo della mano destra, lasciando i resti in bagno. All'arrivo dei carabinieri l'uomo era già mortoin un lago di sangue, con ferite a nuca, spalle, torace, braccia, mani e gambe, mentre gli assassini si sono dati alla fuga. Il primo, ritrovato a vagare nei dintorni è stato, A. A., che è stato portato via ed interrogato. Dalle sue parole sono stati ricostruiti i fatti e arrestati gli altri complici. Infine è giunta anche la confessione di L.D.V., che voleva farla pagare all'inquilino della sua compagna, non coinvolta nelle indagini, perchè l'uomo non pagava l'affitto e faceva continue promesse di andare via dall'appartamento, senza mai lasciarlo, dopo esservi rientrato nell'agosto del 2015 dopo la morte della moglie dalla quale si era separato. 

I sei sono tutti stati arrestati con le accuse di concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall'aver approfittato di condizioni di tempo tali da ostacolare la privata difesa e trasferiti presso il carcere di Parma.

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