Nicoletta Paci: "Ecco come combattiamo l'omofobia e la violenza contro le donne"

Dopo l'aggressione omofoba in via d'Azeglio e i dati relativi alle denunce per violenza sessuale, a Parma cresciute del 36,4%, Parmatoday ha intervistato l'Assessora alla Partecipazione e ai Diritti dei cittadini Nicoletta Paci

Dopo la denuncia dell'aggressione omofoba ai danni di un 19enne in via d'Azeglio che, secondo il racconto che abbiamo riportato, avrebbe preso un pugno in faccia da un giovane che, poco prima, lo aveva insultato con epiteti omofobi abbiamo deciso di intervistare Nicoletta Paci, Assessora alla Partecipazione e ai Diritti dei cittadini del Comune di Parma con delega, tra le altre cose, alle Pari Opportunità. Anche i dati sull'aumento delle denunce per violenza sessuale a Parma - cresciute del 36,4% nel 2017 rispetto all'anno precedente fanno rabbrividire. "Abbiamo stimolato più volte la Regione per la scrittura di un documento e di linee guida per il contrasto all'omofobia ma non sono state ancora prodotte: cercheremo di porre la questione in Consiglio Comunale". 

Un nuovo episodio di un'aggressione omofoba ai danni di un ragazzo 19enne di Parma. Cosa ne pensa di questo episodio, visto che è l'ultimo di una serie 

"E' chiaro che tutti gli episodi vanno verificati, in base alle indagini che ci saranno. Se tutto ciò fosse confermato si tratterebbe un episodio molto spiacevole e brutto: non è l'unico e non è un fatto isolato. Già nei precedente mandato avevo la delega alle Pari Opportunità. Abbiamo costruito diversi interventi rispetto a questo tipo di discriminazione: per esempio l'adesione a R.E.A.D.Y., una rete nazionale contro tutte le dicriminazioni, con la quale seguiamo una serie di attività sul territorio: il prossimo maggio ne sono in programma altre. Oltre alle iniziative cerchiamo di dare un sostegno alle associazioni che sono impegnate sul territorio contro qualsiasi tipo di discriminazionie. Abbiamo anche sollecitato la Regione in varie occasioni a produrre un documento, una legge, delle linee guida contro l'omofobia e probabilmente cercheremo, visto che questo tipo di documento non è ancora stato prodotto di sollecitare un'azione di questo tipo all'interno del Consiglio comunale che darebbe più forza anche ai Comuni per contrastare le discriminazioni" 

Come contrastare concretamente la cultura omofoba presente anche nella società parmense?

"In passato ho sostenuto un progetto che si chiamava 'Educare alle differenze' che comunicava la necessità, attraverso il mezzo teatrale, di rispettare tutte le differenze, sia quelle tra uomo e donna, che quelle di altro tipo. Abbiamo organizzato, insieme al cinema Edison, varie rassegne cinematografiche sul tema, abbiamo partecipato a tanti progetti, per esempio Parma è Friendly' un'associazione che raggruppa tutte le associazioni del territorio che si occupano di omotransfobia: un'associazione ombrello che propone alle associazioni di categoria una serie di percorsi di formazione per tutti coloro che si rapportano con il pubblico e con i turisti, proprio per far capire la necessità dell'accoglienza anche per persone Lgbt. L'attività proseguirà nei prossimi anni sempre sul filone dell'informazioni e della cultura. Facendo capire determinati concetti si cerca di far cambiare una mentalità che è abbastanza radicata" 

I dati sull'aumento di oltre il 36% delle denunce per violenze sessuali a Parma sono allarmanti, come interviene il Comune ?

"La violenza contro le donne, come le discriminazioni delle persone Lgbt, ha le sue basi, molto radicate, in una cultura oppressiva e violenta contro la categorie considerate più deboli. Il fatto che ci sia questo aumento notevole di denunce di reati del genere nella nostra città lo leggo anche come una maggiore consapevolezza da parte delle donne del proprio ruolo e il desiderio di non essere assoggettate e non essere in secondo piano. Questo scatena nel sesso opposto una forma di violenza perchè non accetta un riconoscimento della personalità della donna che ha di fronte e quindi cerca di sopraffarla: l'unico modo che utilizza è la violenza. C'è una mentalità molto difficile da superare, per la quale si considerano le persone come oggetti e non come persone con personalità giuridica. Finchè esisterà questo tipo di mentalità è chiaro che sarà difficile poter arrivare ad una vera parità di diritti su tutta una serie di categorie della vita umana. Il lavoro più importante è da fare nelle scuole: recentemente abbiamo ottenuto un finanziamento della Regione per un progetto che si svilupperà proprio nelle scuole, di Primo e Secondo Grado. Ritengo che sia importante continuare in questo percorso: gli episodi di violenza probabilmente e purtroppo ci saranno ancora. Anche perchè c'è una volontà maggiore delle donne di essere riconosciute come persone e non come oggetti e quindi anche un maggior numero di denunce. Paragonando i dati balza all'occhio che ci sono più denunce nella nostra Regione, che ha una legge regionale unica su questo tema, rispetto a territori come la Calabria, la Campania e nelle altre zone del Sud, dove culturalmente e tradizionalmente c'è un maggior assoggettamento delle donne al potere maschile. Probabilmente in quelle zone si denuncia di meno e i dati rimangono nel sommerso" .

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