Pd, il senatore Pagliari scrive ai candidati: "Non ripercorrete le solite strade"

Il senatore del Pd Giorgio Pagliari scrive ai candidati alla segretaria provinciale Giuseppe Bizzi, Alessandro Cardinali e Matteo Daffadà e ai candidati alla segretaria comunale Matteo Caselli, Caterina Bonetti e Lorenzo Lavagetto

Il senatore del Pd Giorgio Pagliari scrive ai candidati alla segretaria provinciale Giuseppe Bizzi, Alessandro Cardinali e Matteo Daffadà e ai candidati alla segretaria comunale Matteo Caselli, Caterina Bonetti e Lorenzo Lavagetto. 

LA LETTERA DI PAGLIARI. "Carissima Candidata e carissimi Candidati, mi complimento per la scelta di candidarVi per il ruolo di coordinatore provinciale o per quello comunale: una scelta "coraggiosa", stante la difficoltà del compito. E lo dico con cognizione di causa per aver sperimentato di persona cosa significhi "fare" il segretario in tempi travagliati. Auguri, dunque!

Auguri, non solo a chi vincerà, ma a tutti Voi perché, al di là dell'esito, correre oggi significa assumersi, comunque, la responsabilità solidale di contribuire - pur nella diversità dei ruoli, che i congressi Vi assegneranno - a costruire il partito, la sua presenza, la sua credibilità e la sua capacità di fare politica. Questa è la missione di tutti, beninteso, ma, prima di ogni altro, di ciascuno di Voi. 

Voi, infatti, avete il diritto di batterVi con tutte le forze per vincere, ma, dopo, avrete il dovere di assumere la missione comune. Tutti, infatti, volete – e avete ragione – il "cambiamento del libro", epperò questo richiede che Voi non ripercorriate le "solite strade". Per questo, sarete chiamati, in ogni caso, ad impegnarVi perché il PD (provinciale e comunale) di Parma diventi realmente un'associazione di Persone, (a) unite da una visione di base comune, (b) legate tra loro dal rispetto reciproco e delle opinioni diverse, (c) convinte della necessità dell'osservanza delle regole della democrazia interna (maggioranza e minoranze), (d) decise a superare l'autolesionistica tendenza a discriminare le opinioni diverse e/o minoritarie, (e) determinate e a superare l'inveterata tendenza ad individuare il "nemico" all'interno" e l' "avversario" (e, talvolta, financo l'alleato di fatto) all'esterno, (f) conseguentemente pronte a valorizzare – e non a combattere – le risorse interne nella disperante cornice di un "partito" strumento e veicolo delle carriere individuali e privo, perciò, di collante e di capacità di azione per la missione comune. 

Cosa tutto questo abbia prodotto e comporti credo che non abbia bisogno di illustrazione. Io non penso di aver titolo per "scagliare" la prima pietra, ma credo di avere il dovere di essere schietto sia per il ruolo, che ho oggi, sia per le mie convinzioni, che non ho mai taciuto, e sia, infine, per la consapevolezza che Parma (e l'Italia) hanno bisogno del PD: di un PD però, che cominci a trasformare in atto le proprie potenzialità rimaste tali fino ad ora - i risultati ne sono la conseguenza - e financo "depotenziate", così divenendo capace di parlare credibilmente alle Persone e ai loro problemi, evitando di essere letto come il partito perso nelle polemiche interne o dietro le pur importantissime questioni di ingegneria costituzionale. Queste ultime, infatti, sono decisive, ma non danno quella forza politica ed elettorale che solo l'attenzione di un elettorato, entrato in sintonia per la credibilità acquisita nella tutela dei suoi bisogni fondamentali (oggi di questo si tratta!), può dare. 

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Naturalmente, dovrete essere aiutati da tutti noi. E io mi impegnerò. Voglio ringraziare, nell'occasione, in ordine "cavalleresco", Carla Mantelli e Diego Rossi: hanno gestito una situazione impossibile. Ho scritto questa lettera, prima di calarmi nella "battaglia" congressuale e di scegliere tra di Voi i candidati da sostenere: scelte politiche, che non mettono e non metteranno in discussione il rispetto personale, che nutro per ciascuno di Voi. Buon lavoro!"

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