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"Dammi la borsa o ti buco con la siringa ": serata choc per una 25enne

E' successo poco dopo l'una nella notte tra domenica e lunedì in Viale Osacca

"Dammi la borsa o ti buco con questa siringa". La richiesta minacciosa di un tossico sulla trentina risuona ancora nei timpani di una ragazza di 25 anni che domenica sera, poco più tardi dell'una, stava rientrando a casa in compagnia di un amico che si era offerto gentilmente di accompagnarla dopo una serata passata con altri ragazzi all'insegna di chiacchiere e qualche risata. Nessuno dei due, in una laterale di Viale Osacca, zona in cui abita la venticinquenne, pensava di essere a rischio, tanto più perché su una delle panchine che dà sul viale c'era una coppia di ragazziche se ne stava spensierata a chiacchierare. E che alla richiesta di aiuto dei due non ha mosso un dito. Una serata tranquilla mossa da un venticello che annunciava temporale. Nel giro di un paio di minuti, una macchina fa irruzione lungo la strada con a bordo due tipi sospetti. Ma non al punto da indurre i due darsela a gambe o anche solo a preoccuparsi.

Dall'auto scende un uomo sulla trantina, si teneva stretto il braccio bucherellato e sanguinante. "Mi dai un fazzoletto per favore?" dice ai due con voce stanca mentre si trascina verso la coppia con in mano una siringa. Alla vista della stessa, il ragazzo che accompagnava la giovane donna, si desta subito e fissa lo sguardo sulla potenziale arma brandita dall'uomo che si stava piano piano avvicinando. "Scappiamo", dice alla ragazza e lascia lì la bici. L'uomo li rincorre invitandoli a fermarsi e a calcolare che comunque in mano aveva una siringa usata. "Fermatevi e datemi la borsa - urlava il tipo visibilmente alterato -". Nella foga, la coppia si divide e mentre lui tira dritto, lei cerca di nascondersi in una traversa ma viene raggiunta dall'uomo che gli intima ancora una volta di darle la borsa. Lei la butta lì credendo di fare la cosa giusta, accettando di rinunciare al suo cellulare, ai suoi documenti e a poco più di sessanta euro, con la speranza che il tossico possa andare via. Mentre si allontana, la costringe a dettargli il codice di blocco del telefonino. Ottenuto quanto chiesto, l'uomo si reca in macchina dove lo aspettava il complice pronto a sgommare. Ne è seguita una notte insonne, denunciata alla polizia, senza conseguenze ma con un'eco che ristagnerà per un po' di tempo nella testa della giovane donna e del suo amico. 

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