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Lo sportello della Rete Diritti in Casa

Lo sportello della Rete Diritti in Casa

Diritti in Casa agli assistenti sociali: "Non contestiamo chi lavora"

La Rete Diritti in Casa scrive una lettera aperta agli assistenti sociali del Comune di Parma che ogni giorno si trovano a lavorare in situazioni difficili: "Non contestiamo voi ma chi è nei posti di potere"

La Rete Diritti in Casa scrive agli assistenti sociali del Comune di Parma. E' una lettera aperta per comunicare con chi, ogni giorno si trova per lavoro a dover far fronte a una serie di emergenze sociali che anche sul nostro territorio vengono immortalate dalla cronaca e rese evidenti dal lavoro dei volontari.

LETTERA APERTA AGLI OPERATORI DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI PARMA

Ci rivolgiamo a voi con rispetto in quanto siete lavoratori, ma vi chiediamo altrettanta attenzione e rispetto per quanto segue.

La crisi che avanza sta aumentando a dismisura le situazioni di indigenza: gli sfratti, le esecuzioni immobiliari, i licenziamenti e la cassa integrazione, le insolvenze, non sono più eccezioni in un quadro di quasi piena occupazione in cui il sistema del welfare sviluppato in Emilia-Romagna riusciva fino a qualche anno fa ad intervenire. Oggi quel sistema non è più adeguato ad affrontare l’aumento del numero di persone che necessitano di interventi pubblici affinché siano garantiti i diritti fondamentali di ogni essere umano.

L’aumento della pressione agli sportelli – che voi avrete sicuramente rilevato e che vi comporta ulteriori aumenti di carichi di lavoro – deve trovare delle risposte adeguate: non è possibile affrontare questa situazione di grave emergenza, che in prospettiva continuerà ad aggravarsi, con i pochi strumenti di cui la politica a livello locale e nazionale vi dota.

Per questo c’è una spinta politica proveniente dal basso, da chi vive i problemi e da chi lotta contro le discriminazioni e le disuguaglianze, che anche a Parma sta sviluppando diverse forme di lotta per far sì che la risposta pubblica ai crescenti bisogni sociali garantisca dignità alle persone. Tra le varie forme di lotta abbiamo deciso di adottare anche quella della pressione presso le sedi decentrate dei servizi sociali. Non per contestare chi vi lavora, ma per far sì che chi è preposto alle decisioni politiche vi fornisca strumenti di intervento per affrontare in modo strutturale ed adeguato l’emergenza.

Vi invitiamo a non essere complici di chi, nei posti di potere, è il vero responsabile delle emergenze sociali diffuse ormai in modo massiccio anche nella nostra città. Cercate di capire fino in fondo le esigenze di chi protesta e vedrete che troverete in questi degli alleati e non degli scocciatori e da alleati vi chiediamo di chiedere con forza assieme a noi misure eccezionali atte ad affrontare il momento eccezionale che stiamo vivendo, in primis il blocco degli sfratti per morosità incolpevole.

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