Turismo, lavoratori in sciopero per il rinnovo del Ccnl: “Lesi diritti fondamentali”

Per rivendicare il rinnovo del contratto collettivo nazionale, i lavoratori alberghi, agenzie viaggio, tour operator e bar aderiranno allo sciopero del 16. Presidi davanti a McDonald's e Autogrill di Medesano

Dopo mesi di trattative rimaste sottotraccia, i lavoratori del turismo scendono in piazza per chiedere maggiori garanzie di tutela dei propri diritti. “Vogliamo parlare” lo slogan scelto per la protesta che venerdì 16 sfocerà in uno sciopero unitario per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale. A incrociare le braccia i lavoratori di alberghi, agenzie viaggi, tour operator, servizi di ristorazione associati a Confindustria, Confesercenti, Fipe Confcommercio e Fiavet. Tra i punti maggiormente critici per i lavoratori, come spiegato stamane da Paola Bergonzi, della segreteria Filcams Cgil Parma, e Giulia Avanzi, della Fisascat Cisl provinciale, la questione del rinnovo del contratto nazionale, per la quale si protrae da un anno la trattativa tra le parti senza giungere a un accordo. La colpa, secondo le sigle sindacali, sarebbe da imputare alle associazioni dei datori di lavoro, che avrebbero mostrato scarsa disponibilità al confronto. “Le proposte avanzate dalle associazioni datoriali sono inaccettabili perché ledono i diritti fondamentali dei lavoratori – sottolinea Paola Bergonzi -. Si sta operando un vero e proprio ricatto nei confronti degli operatori del settore, ragionando unicamente nell’ottica del risparmio”.

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Si tratterebbe secondo Giulia Avanzi, Fisascat, di tagli ciechi a scapito della qualità senza preservare l’esperienza. “Inaccettabile prospettare l’abolizione degli scatti di anzianità, della 14esima o modifiche al trattamento di malattia, specie se si considera che in molti casi si tratta di mansioni particolarmente a rischio infortuni, come nel settore della ristorazione”. I sindacati denunciano anche un atteggiamento definito miope da parte di Fipe e delle associazioni datoriali, per aver dichiarato il recesso dal contratto collettivo nazionale del lavoro asserendo di voler applicare un regolamento interno in tema di diritti e retribuzione a partire dal 1 maggio scorso. “Con la scusa della crisi, si pensa unicamente a tagliare i diritti dei lavoratori, senza puntare al rilancio di un settore primario che potrebbe invece rilanciare il Paese adottando politiche innovative. Si prosegue invece nell’ottica della conservazione e del risparmio, cercando di annullare diritti acquisiti negli anni. Noi non ignoriamo certo il periodo di crisi, ma abbiamo avanzato proposte che mirano a tenere insieme i diritti fondamentali dei lavoratori con l’intelligenza dei datori di lavoro di adottare scelte per il rilancio del settore”, sottolinea Bergonzi, Filcams. Nell’intento di riaprire il confronto per il rinnovo del contratto nazionale che riguarda oltre un milione di lavoratori in tutto il Paese, tra cui dipendenti di aziende come Chef Express, McDonald’s, Autogrill, le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno indetto per il 16 uno sciopero di otto ore per i lavoratori del settore turistico e di 4 per i dipendenti della ristorazione aeroportuale. Sono previsti presidi in tutta Italia, nel parmense i lavoratori protesteranno con volantinaggio e striscioni dalle 8.00 all’Autogrill Medesano est e Medesano ovest e dalle 12 al McDonald’s di via San Leonardo.

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